L’ORO DI PADOVA IN MOSTRA A ROMA
ROMA " Il Comune di Padova ha finalmente deciso di lanciare in orbita, attraverso un delicata, elegante e peraltro ben organizzata mostra presso l’Università e Nobil Collegio degli Orefici e Gioiellieri ed Argentieri dell’Alma Città di Roma, le opere dei suoi maestri più celebri da Mario Pinton a Francesco Pavan fino a Giampaolo Balbetto.
Preceduta da un convegno appositamente organizzato per lanciare ancor più nel mondo il gioiello veneto contemporaneo, si è tenuta, presso la sede dell’antica corporazione degli artigiani dei metalli preziosi, la presentazione ufficiale della mostra che, introdotta dal Camerlengo dell’Università Stefano Scortecci, presentata dal Dirigente della rappresentanza a Roma della Regione Veneto Paolo Bellieni e con le allocuzioni di Mirella Cisotto, Anna Maria Spiazzi e Corrado Di Giacomo, curatori della prestigiosa esposizione di opere di ben 17 autori artigiani, ha saputo esprimere, attraverso le opere esposte, una finezza sensibilissima ed una eccezionale linearità delle forme pur vincolate all’uso di materiali che spaziano dall’oro, all’argento, rame, al legno ed al vetro.
Particolare attenzione è stata dedicata dai curatori dell’eccezionale evento, alla riscoperta di antichi materiali da orafi, quali il niello usato per “ Buranella “ di Piergiuliano Reveane, , ed all’utilizzo di materiali nuovi come il titanio, utilizzato da vari artisti esposti.
Attraverso questa mostra, in un excursus che guida il visitatore dalle origini dell’oreficeria alle espressioni del futuro prossimo, il Comune di Padova e la Regione Veneto hanno inteso non solo far conoscere, qualora ve ne fosse ancora bisogno, le caratteristiche dei suoi artigiani ma anche quelle che vogliono essere le linee guida per la moderna tendenza di questo particolare settore dell’artigianato, pur nel rispetto della antica tradizione basata essenzialmente sulla purezza e sulla originalità delle forme nonchè su un particolare e delicato equilibrio delle proporzioni.
In sostanza, l’arte padovana e quella vicentina sono state molto diligentemente ed efficacemente evidenziate in questa delicatissima mostra che, di per se, vuole anche rappresentare ciò che per lunghi anni ha rappresentato l’espressione della oreficeria delle scuole venete di apprendimento artigianale e, con la citazione di pezzi del tutto unici ( le formelle, che secondo indiscrezioni, potrebbero presto essere esposte anche a Roma ) ha raggiunto alti vertici di espressione ricordando al mondo che quanto ha formato oggetto del diuturno lavoro dei maestri veneti è opera di ben quattro generazioni di orafi che hanno preceduto i maestri espositori.
La chiesa del sodalizio degli orafi, dedicata a Sant’Eligio, patrono dell’ordine, ha fatto da sfondo ed ha accolto le preziose ed inimitabili cesellature di ben cento opere della scuola di Padova realizzate da 17 artisti contemporanei che hanno utilizzato anche materiali fino ad alcuni decenni orsono assai inusitati quali il plexiglas, il titanio anodizzato o quello decapato o altri reperiti da opere del secolo XVII come nel caso di “ Venezia nel mio orto “ di Barbara Paganin.
Paola Di Pietro
paoladipietro_1@libero.it
338/2653386
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