Roma - Dopo la recente riapertura domenicale al traffico, il pauroso degrado che sconvolge da anni la storica area verde a ridosso dell’arenile di Ostia sembra non avere fine. Chi si è succeduto nella gestione della riserva naturale l’ha condannata senza appello, ormai da troppo tempo, a sopportare una serie di sventure sempre più gravi e pressanti. Prostituzione e uso improprio dell’area protetta sono solo alcune delle problematiche che da anni impediscono ai cittadini romani di vivere in sicurezza uno dei più importanti polmoni della capitale.
L’ultima ferita inferta alla pineta è la riapertura domenicale al traffico del tratto che corre tra il ponte del Canale dei Pescatori e la via Cristoforo Colombo, che modifica di fatto lo status di area pedonale di cui godeva la zona da 15 anni.
Le conseguenze non si sono fatte attendere: è infatti già in atto la trasformazione delle corsie riservate ai ciclisti in aree di transito e sosta per gli autoveicoli. In ogni zona del parco le piste ciclabili si sono tramutate in spazi adibiti al posteggio selvaggio di macchine e moto, impedendo ai cicloamatori di poter usufruire delle corsie ad essi dedicate e costringendoli a pericolosi zig-zag tra i mezzi in sosta e le auto in transito. Il tutto ben condito da una cronica assenza di presidi e ispezioni da parte degli organi preposti al controllo dell’area.
Il movimento dell’Italia dei Diritti e il suo presidente Antonello De Pierro promettono battaglia ed altre clamorose iniziative per dire no all’indifferenza delle autorità e delle istituzioni su questo ed altri gravi problemi che affliggono una delle più importanti aree verdi di Roma.
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