Savoia e Gaeta

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Monza: Il Partito della Alternativa Monarchica comunica: pare che il comune di Gaeta abbia fatto causa a Casa Savoia per il cannoneggiamento del 1860 che portò alla liberazione della città dal regime borbonico e all’unione dell?ex Regno delle Due Sicilie al resto dell?Italia unita. La causa non è solo risibile, ma è anche uno sperpero di denaro pubblico.
1)Nessun tribunale civile è competente a giudicare di danni bellici, ne consegue che la causa sarà persa dal comune che dovrà spendere un patrimonio per pagare i propri avvocati prima e le spese legali che ricadono sul soccombente poi. Basteranno 30 mila euro di spese?
Con quei soldi il comune non poteva dare un contributo ai pensionati al minimo ed ai cassaintegrati residenti nel comune?
2)Un capo di stato non è mai responsabile degli atti bellici del suo Governo e non può essere chiamato a risponderne, altrimenti quando l’Italia perse la seconda guerra mondiale i danni di guerra li avrebbe dovuti pagare Casa Savoia in solidale con la famiglia Mussolini, mentre li pagò, come è ovvio, la Repubblica italiana subentrata al Regno ed in Germania i danni di guerra della prima guerra mondiale li pagò la Repubblica di Weimar, non l’ ex Casa Imperiale. Da tutta questa vicenda si evince la grande ignoranza giuridica degli amministratori pubblici di Gaeta. Tra l’altro non sanno che se perderanno, come è ovvio, la causa, la Corte dei Conti potrebbe chiamarli a pagare di tasca propria gli avvocati?
Infatti i pubblici amministratori che provocano un danno erariale al comune, e una causa persa in partenza è un danno erariale, devono pagare il danno prodotto coi soldi propri. Basta che l’opposizione li denunci alla Corte dei Conti. Vuol dire che il sindaco venderà la casa al mare per pagare il danno erariale o che gli pignoreranno la prima casa. Matteo Cornelius Sullivan Reggente del Partito della Alternativa Monarchica Davide Pozzi Sacchi di S.Sofia Commissario P.d.A.M. per Pavia e Piacenza Dott. Enzo Modulo Morosini di Risicalla e Sant’ Anna Commissario P.d.A.M. per Vicenza