Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla XVII Assemblea delle Radio dell’“European Broadcasting Union“, in questi giorni a Roma, ospiti di Radio Vaticana, in occasione dell’80° di fondazione.
“Attraverso la radio“ - ha sottolineato il Pontefice nel suo discorso - “i Papi hanno potuto trasmettere oltre le frontiere messaggi di grande importanza per l’umanità (...). Si può dire che tutto l’insegnamento della Chiesa in questo settore, a partire dai discorsi di Pio XII, passando dai documenti del Concilio Vaticano II, fino ai miei più recenti messaggi sulle nuove tecnologie digitali, sia attraversato da una vena di ottimismo, di speranza e di sincera simpatia verso coloro che si impegnano in questo campo per favorire l’incontro e il dialogo, servire la comunità umana, contribuire alla crescita pacifica della società “.
“Nella società odierna“ - ha proseguito Benedetto XVI - “sono in gioco valori basilari per il bene dell’umanità , e l’opinione pubblica (...) spesso disorientata e divisa. (...) Alimentare ogni giorno una corretta ed equilibrata informazione e un approfondito dibattito per trovare le migliori soluzioni condivise su tali questioni in una società pluralistica, è compito delle radio come pure delle televisioni È un compito che richiede grande onestà professionale, correttezza e rispetto, apertura a prospettive diverse, chiarezza nell’affrontare i problemi, libertà da steccati ideologici, consapevolezza della complessità dei problemi“.
“In questa ricerca la Chiesa cattolica ha un suo contributo specifico da dare“ - ha ribadito il Papa - “testimoniando la sua adesione alla verità che è Cristo, con apertura e spirito di dialogo. (...) La religione contribuisce a ’purificare’ la ragione, aiutandola a non cadere in distorsioni, come la manipolazione dell’ideologia, o l’applicazione parziale che non tenga pienamente conto della dignità della persona umana“. In proposito il Papa ha invitato i professionisti dell’informazione “a cercare di promuovere ed incoraggiare il dialogo fra fede e ragione nella prospettiva del servizio al bene comune della nazione“.
Nel ricordare le difficoltà del servizio pubblico di informazione, il Papa ha incoraggiato i presenti con queste parole: “Troppo grandi e urgenti sono le sfide del mondo odierno di cui dovete occuparvi, per lasciarvi scoraggiare e arrendervi di fronte a queste difficoltà “.
“Vi auguro“ - ha concluso il Pontefice - “di saper mettere i vostri contatti internazionali e le vostre attività al servizio di una riflessione e di un impegno affinchè gli strumenti delle comunicazioni sociali servano il dialogo, la pace e lo sviluppo solidale dei popoli, superando le distanze culturali, le diffidenze e le paure“. AC/ VIS 2011043(430)
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