CITTA' DEL VATICANO, su Ladysilvia; Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i partecipanti all’incontro promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria (Confederazione Generale dell’Industria italiana).
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- "Ogni impresa" - ha detto il Papa nel suo discorso - "è da considerarsi in primo luogo come un insieme di persone, da rispettare nei loro diritti e nella loro dignità . (...) La vita umana e i suoi valori devono sempre essere il principio e il fine dell’economia".
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- Ponendo in risalto il profitto "quale primo indicatore del buon andamento dell’azienda", il Papa ha ricordato che: "Il Magistero sociale della Chiesa ne riconosce l’importanza, sottolineando al tempo stesso la necessità di tutelare la dignità delle persone che a vario titolo sono coinvolte nelle imprese".
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- "È necessario" - ha sottolineato il Pontefice - "che l’attività lavorativa torni ad essere l’ambito nel quale l’uomo possa realizzare le proprie potenzialità ponendo a frutto capacità e ingegno personale, e dipende in gran parte da voi, imprenditori, creare le condizioni più favorevoli perché ciò accada".
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- Benedetto XVI ha espresso la certezza che nonostante la persistente crisi che segna il mondo del lavoro, i giovani imprenditori non risparmieranno i loro sforzi "per salvaguardare l’occupazione lavorativa, in particolar modo dei giovani. Per costruire il proprio avvenire con fiducia, essi debbono infatti poter contare su una fonte di sostentamento sicura per sè e per i propri cari".
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- Il Santo Padre ha ricordato inoltre che nel corso di questi anni, oltre a riflettere "sulla centralità dell’uomo nell’economia", gli imprenditori hanno affrontato il tema "della famiglia nell’impresa italiana" ed ha affermato in merito che: "Operare in favore delle famiglie significa contribuire a rinnovare il tessuto della società e assicurare le basi anche di un autentico sviluppo economico".
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- Infine, facendo riferimento al complesso fenomeno della globalizzazione, il Papa ha affermato che: "Se da una parte alimenta la speranza di una più generale partecipazione allo sviluppo (...), dall’altra presenta diversi rischi legati alle nuove dimensioni delle relazioni commerciali e finanziarie, che vanno nella direzione di un incremento del divario tra la ricchezza economica di pochi e la crescita della povertà di molti. È doveroso, come ebbe ad affermare in maniera incisiva il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II,'assicurare una globalizzazione nella solidarietà , una globalizzazione senza marginalizzazione". AC/.../GIOVANI IMPRENDITORI
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