VATICAN CITY, "Grazie, Grazie" ha detto con un filo di voce Giovanni Paolo II dopo aver impartito la benedizione apostolica alla folla radunata davanti all’ospedale e in piazza San Pietro di fronte ai quattro grandi schermi che ricevevano in diretta le immagini trasmesse anche dalla televisione.
In mezzo agli altri malati, ai quali va il mio affettuoso pensiero, continuo a servire la Chiesa e l’intera umanita (...) A tutti e a ciascuno assicuro la mia gratitudine, che si traduce in costante invocazione al Signore secondo le vostre intenzioni, come anche per le necessita' della Chiesa e per le grandi cause del mondo": sono alcune delle parole del messaggio del Papa che monsignor Leonardo Sandri, sostituto della segreteria di Stato ha letto prima della recita dell’Angelus. "Un grande ponte esteso all’Italia e al mondo intero" ha detto il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) rispondendo alle domande di un cronista del programma di RaiUno "A sua immagine" che gli chiedeva di commentare la semplice ma suggestiva cerimonia. Il cardinale Ruini ha ricordato anche "i titoli dei giornali, i sentimenti e la preghiera" che hanno accompagnato in questi giorni la degenza del Papa in ospedale. Al cronista che descriveva "un'incalzante terapia della preghiera" il porporato ha risposto ricordando che "sono stati molti anche i non cattolici" a pregare in questi giorni per la salute di Giovanni Paolo II. [MB]
SCHERMI IN PIAZZA SAN PIETRO PER LA BENEDIZIONE DEL
Quattro grandi schermi montati nella notte in piazza San Pietro getteranno un ponte tra la stanza del Policlinico ’Gemelli’ e la folla radunata nei pressi del Vaticano per la preghiera domenicale dell’Angelus e per la ’Giornata della vità “spiritualmente convocata da Giovanni Paolo II -scrive “L’Osservatore Romano”, quotidiano della Santa Sede - con la forza della sua testimonianza personale di Padre e di Pastore.” Secondo le previsioni, Giovanni Paolo II non reciterà l’Angelus ma impartirà , anche grazie ai grandi schermi, la sua benedizione. Ieri, 100 vescovi cattolici, ortodossi, luterani e anglicani, giunti a Roma da 40 Paesi per partecipare al convegno sul ’coraggio di un nuovo umanesimo’ promosso dalla Comunità di Sant'Egidio, avevano pregato insieme per la salute del Papa in una cappella dell’ospedale “Gemelli”.
Riferendosi al convegno sul nuovo umanesimo, “L’Osservatore Romano”, quotidiano della Santa Sede, scrive: “La ’relazione’ più incisiva e incalzante è quella che sta tenendo il Papa dalla sua Cattedra al ’Gemelli’”; il quotidiano aggiunge “Insieme i cento Vescovi hanno scritto e firmato una lettera che è stata consegnata al Papa. ’In queste ore - vi si legge - vorremmo che la nostra preghiera e la nostra fraternità La raggiungessero in un abbraccio corale verso di Lei, Padre infaticabile... Abbiamo insieme chiesto e tutt'ora chiediamo insistentemente e con fiducia che il Signore Le conceda una pronta guarigione e possa essere restituito al più presto al Suo impegno, tanto decisivo per l’intera Chiesa di Cristo. Nella debolezza e nella fragilità , Lei ha lasciato abitare la forza dello Spirito e la testimonianza del Vangelo. (”¦.) Insieme a noi pregano i nostri fedeli dall’Asia all’America Latina, dall’Europa all’Africa, secondo lingue e tradizioni differenti’”¦”
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