Per le tartarughe marine in pericolo arriva una rete di salvataggio forte di cinque nuovi centri di recupero. Si chiama Tartanet ed è stata organizzata dal CTS ambiente con la collaborazione di 31 soggetti istituzionali, regioni, province, Università e associazioni ambientaliste .
La rete ha come obiettivo lo studio e la tutela di Caretta Caretta, nome scientifico della tartaruga marina, attraverso l’elaborazione di un piano di gestione nazionale che permetta ai rettili marini di sopravvivere alle trappole della pesca professionale.
I centri saranno situati nelle zone più sensibili per questa specie, dove c’è maggior rischio di “scontro” tra tartarughe e attività umane. Il loro compito sarà quello di monitorare i siti di nidificazione, recuperare e curare gli esemplari catturati accidentalmente e sperimentare sistemi di pesca a basso impatto per le tartarughe.
Le attività però saranno anche “virtuali”: una rete telematica permetterà il coordinamento di tutte le attività dei vari centri, mentre su internet verrà creato un portale sulle tartarughe marine e una banca dati.
Il grande pubblico e i pescatori saranno sensibilizzati attraverso apposite iniziative di formazione e comunicazione.
Infine sarà attivato un servizio di Pronto Intervento Tartarughe con un numero verde attivo 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale, per la segnalazione di catture accidentali e il coordinamento delle attività di recupero.
La specie nel frattempo lotta per la sua sopravvivenza. Nelle isole Pelagie, unico sito in Italia dove si documenta con regolarità la nidificazione delle tartarughe, sono nati fino a oggi circa 300 i piccoli. Pochissimi raggiungeranno l’età adulta per riprodursi.
Cts / http://www.lanci.it
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