Ho scoperto l’arcano rifugio della verità.
E’ ovunque....e in nessun posto.
Sento di poterlo dire,una volta per tutte,in questo finto inverno di inizio Gennaio.
Stavo leggendo il romanzo “Seta“ di Alessandro Baricco e ad un certo punto il racconto si soffermava su di un volo di uccelli.....
“Salirono insieme il fianco della collina,fino ad arrivare ad una radura dove il cielo era rigato dal volo di decine di uccelli dalle grandi ali azzurre.-La gente di qui li guarda volare,e nel loro volo legge il futuro.
Disse Hara Kei.
-Quando ero un ragazzo mio padre mi portò in un posto come questo,mi mise in mano il suo arco e mi ordinò di tirare a
uno di loro.Io lo feci,e un grande uccello,dalle ali azzurre,piombò a terra,come una pietra morta.Leggi il volo della tua freccia se vuoi sapere il tuo futuro,mi disse mio padre.
Volavano lenti,salendo e scendendo nel cielo,come se volessero cancellarlo,meticolosamente,con le loro ali......“
Mi è venuto da pensare:la solita contrapposizione fra i fautori dell’azione e quelli della contemplazione che tiene in scacco l’umanità dalla notte dei tempi.Una contrapposizione che esiste solo fuori di noi,nel campo dell’astrazione.
Il nostro spirito-guida...infatti...non si interessa a queste beghe intellettualistiche e ci suggerisce ogni volta la cosa giusta da fare(...Cosa sia il nostro spirito-guida non mi è del tutto chiaro.Io me lo figuro come la sintesi fra coscienza collettiva,Dio o la sua idea e l’imprimatur psicologico che ereditiamo dall’infanzia...).
Il problema è il nostro Io cosciente e consapevole.
E’ Lui il primo a non credere al nostro spirito-guida,gli si oppone,fa resistenza.Al punto da creare un reticolato di steccati ed impedimenti che rendono labirintico il percorso dell’anima.
L’Io consapevole è duro e crudele,integralista e assolutista.
Tenta,tutta la vita,di asservire ogni cosa al suo pensiero unico.Ma non esiste realtà nella sua nuda accezione.
Il bene compenetra il male;il bello....il brutto;l’infinito....il finito.
Noi estrapoliamo i singoli elementi che costituiscono la realtà e li consideriamo isolati,ma il nostro discernimento risulta fazioso,una forzatura(...nonchè una farsa...).
Perchè la natura è un groviglio inestricabile dove le radici di ogni cosa si confondono.
Non c’è vera azione senza contemplazione,nè contemplazione senza azione.Non c’è bisogno di schierarsi.Mai.
Tutto potrebbe essere opportuno o sbagliato.
Solo lo spirito-guida detiene le chiavi dei cancelli del paradiso.E se ci interessano veramente faremmo bene ad abbandonarci alla corrente della sua linfa.Noi,grufolando come maiali fra le ghiande,le cerchiamo dove non c’è che sterco e terra.
L’esperienza più frequente dell’uomo è quella che fece la Maddalena quando si recò per la prima volta al Sepolcro dopo la morte di Gesù.Per quanto fosse vicina spiritualmente al Salvatore,era ignara di quanto era accaduto e di ciò che l’attendeva.Trovò la pietra tombale rimossa e il Sepolcro vuoto.
Anche Lei cercava la verità e tornò a mani vuote.
Poi,quando meno se lo aspettava e le lacrime rigavano il suo volto affranto,Gesù gli apparve per dirgli che era risorto.
Penso con rimpianto alla lunga strada ancora da percorrere e agli innumerevoli sepolcri che mi attendono prima che io possa comprendere che non c’è luogo,non c’è tempo,non c’è idea che possa contenere,in modo esclusivo,il senso della vita....
ROSARIO TISO
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