Gino Grimaldi (1889-1941) è un artista del primo 1900 sconosciuto ai più. Eppure si tratta di un pittore di indubbio valore sia sotto l’aspetto puramente tecnico-pittorico che sotto quello dell’iconografia, ricca di simboli e attraversata da un linguaggio "segreto", un linguaggio che rivela - ma solo agli iniziati alla divina follia - livelli abissali e spazi celesti di una mente e di un'anima.
La riscoperta di questo notevole artista italiano è merito di Giovanna Rotondi Terminiello, così come la conservazione delle sue opere superstiti e soprattutto del suo capolavoro: il ciclo di dipinti realizzati nella chiesa del manicomio di Cogoleto. Omosessuale in una società refrattaria alla diversità , Gino Grimaldi fu ricoverato già all’età di ventiquattro anni per psicosi maniaco-depressiva ed ebbe lungo tutta l’esistenza problemi di equilibrio mentale, tanto che fu più volte ricoverato in manicomi ed ospedali psichiatrici. Nel 1933, convinto di essere ricercato dalla polizia a causa di una relazione omoerotica, tentò il suicidio e venne internato all’Ospedale Psichiatrico di Cogoleto, dove gli fu diagnosticata una psicosi depressiva. Con il consenso dei medici, che ritenevano la pratica dell’arte utile a combattere l’ansia psicotica, Gino Grimaldi iniziò a decorare la chiesa del manicomio.
Nel 1935 rifiutò di essere dimesso per continuare l’opera intrapresa, che terminò nel 1937. Vicino alla firma scrisse: "Ultima Opus. Addio mia Arte". Nel 1941 fu ricoverato nuovamente presso l’Ospedale Psichiatrico di Cogoleto, dove morì il 28 luglio per un attacco cardiaco. La pittura di Gino Grimaldi è connotata da una ricchissima iconografia dell’omosessualità in cui la simbologia cristiana si mescola all’immaginario sessuale ed erotico che emerge da un'età antica, più vicina a Orfeo che non a Platone. Ed ecco che onanismo e preghiera si identificano, come il crocefisso e l’emblema di Priapo. Ascesi e narcisismo, estasi e orgasmo si compenetrano in una visione istintualmente panteista e libera dai legacci di morale e logica, mentre sulle vicende umane vegliano angeli vivi e procaci come i ragazzi del Caravaggio o i bagnanti adolescenti che l’artista ammirava sulle spiagge di Cogoleto. l’amore greco, tuttavia, così presente nella pittura di Gino Grimaldi non svela che uno dei molteplici aspetti della sua arte. "È un artista un po’ inquietante," spiega Giovanna Rotondi Terminiello, "per i significati occulti dei suoi dipinti, difficili da interpretare nei contenuti e pieni di particolari che dimostrano la sua abilità di pittore". Roberto Malini
Bibliografia
Rotondi Terminiello, Giovanna, "Figure dell’Anima. Arte irregolare in Europa", catalogo della mostra a cura di B. Tosatti, Genova, 3 marzo-14 aprile 1998.
Inaugurazione: 20 luglio 2007 presso l’ex Ospedale Psichiatrico di Gogoleto (Genova)
Ultimi Articoli
Abbonamento Musei Lombardia: 240 luoghi e 40 mostre per un'estate di cultura
Ferragosto in Lombardia, prenotazioni turistiche in crescita del 9,3%
NVIDIA lancia Nemotron 3.5 Lightning e NeMo Switchyard: modelli aperti e routing intelligente per agenti AI
Trump firma ordine sui vaccini infantili: riduzione a 11 malattie e richiami separati, citato il legame con l'autismo
Monferr’Autore Festival, settembre tra Giorgio Faletti, Emidio Clementi e nuova musica
Milano, nuovo bando per il car sharing: più veicoli elettrici e servizio esteso alle periferie
Sesto San Giovanni, Nichelcrom investe nei siti produttivi: demolito un capannone per fare spazio a un nuovo impianto
Milano, aperti i concorsi per progettare i nuovi quartieri di Zama-Salomone e Porto di Mare
San Siro, l'ex mercato di piazzale Selinunte diventerà uno spazio per i giovani