“La Bibbia è entrata in modo massiccio nelle famiglie di tanti cristiani, peccato che spesso rimanga chiusa” è quanto si afferma nella sintesi di una indagine effettuata, nell’arco di 3 anni, dal sociologo Luca Diotallevi dell’Università di Roma Tre. L’indagine è stata condotta per conto dell’Alleanza Biblica Universale (Abu) su un campione di 650 persone che vivono in Italia (58 mil. di abitanti di cui 97% cattolici), Spagna (40 mil. di abitanti di cui 94% cattolici), Francia (59 mil. di abitanti di cui 78% cattolici) e presso dei leader della Chiesa cattolica.
I risultati della ricerca sono stati presentati lunedì 26 giugno a Roma, alla Sala stampa estera, dallo stesso prof. Diotallevi; dal segretario mondiale dell’Abu, past. Miller Milloy; dal vescovo di Terni, mons. Vincenzo Paglia; dal presidente della Società Biblica in Italia, past. Daniele Garrone; dal prof. Tullio De Mauro dell’università di Roma; dal prof. Cesare Bissoli della Cei.
Dall’indagine è emerso che frequentano la messa almeno due volte al mese il 27% degli italiani, il 49% degli spagnoli, il 26% dei francesi. Di essi, leggono la Bibbia gli italiani per il 42%, gli spagnoli per il 52%, i francesi per il 55%; i numeri però scendono quando si comincia a considerare la frequenza della lettura.
Secondo gli intervistati, nei tre Paesi “l’aspetto più positivo della Chiesa” è costituito dalla parrocchia (46% spagnoli, 42% francesi e 39% italiani). Solo al secondo posto viene indicato il pontefice (26% Spagna, 25% Italia e Francia 17%).
Un dato che ha fatto molto riflettere è che una grande percentuale di credenti ritiene che l’omelia sia uno dei fattori che più favoriscono la fede (41% di italiani; 41% di spagnoli; 45% di francesi). Questo dato dovrebbe essere motivo di particolare riflessione per i predicatori!
La ricerca è l’ultima iniziativa che nasce dalla consolidata ma recente cooperazione tra l’Abu e la Chiesa cattolica. In Europa, le Società Bibliche nel 1800 erano considerate eversive e sospette di massoneria, nel periodo fascista furono aspramente contrastate, ora invece registrano un’ampia collaborazione fra credenti delle tre testimonianze di fede cristiana: cattolici, protestanti, ortodossi.
L’Abu, fondata nel 1946, è un organismo interconfessionale che riunisce e coordina il lavoro di 141 Società bibliche nazionali. Esse operano in 200 paesi per tradurre, stampare e diffondere la Bibbia. Secondo un dato del 2005, la Bibbia o parte di essa è stata tradotta in 2.403 lingue. L’Abu ha in corso 604 progetti di nuove traduzioni. Nel 2005 ha distribuito 373 milioni di testi biblici.
Per un'analisi approfondita della ricerca:
http://www.societabiblica.it
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