Nella mattina del 30 luglio si è notevolmente intensificata l’attività vulcanica dal pit crater, il cratere posto alla base del cratere di Sud-Est. L’attività eruttiva, secondo quanto segnalato dall’Ingv di Catania, è terminata nelle prime ore della mattina del 31 luglio.
Il Centro Funzionale Centrale " Settore Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha emesso, nella nottata tra il 30 ed il 31 luglio, un avviso di “criticità elevata” per l’area sommitale del vulcano e di “criticità ordinaria” per le aree del medio versante, pedemontana e urbana. Al termine dell’attività eruttiva il 31 luglio, il Centro Funzionale Centrale " Settore Rischio Vulcanico ha emesso un secondo avviso di “criticità moderata” per l’area sommitale del vulcano e di “criticità assente” per le aree del medio versante, pedemontana e urbana.
L’attività, iniziata con un repentino aumento del tremore vulcanico, è stata caratterizzata da un’intensa attività stromboliana, fontane di lava che hanno raggiunto altezze di circa 400-500 m rispetto all’orlo craterico, da una piccola colata lavica diretta verso la Valle del Bove e dall’emissione di una significativa quantità di cenere (foto).
L’emissione di cenere ha interessato il settore Est Sud-Est del vulcano, e sono pervenute notizie di ricaduta nei comuni di Zafferana Etnea, Milo e Sant’Alfio, ma non si sono avute ripercussioni sul traffico aereo dell’aeroporto di Catania Fontanarossa, che è rimasto aperto.
Permane fino al 22 Agosto 2011 l’assoluto divieto di accedere al vulcano oltre quota 2920 m - in prossimità della Torre del Filosofo -, sia sul versante Nord che sul versante Sud, come da ordinanza del Prefetto di Catania. Il Centro Funzionale Centrale continua nell’attività di sorveglianza del fenomeno attraverso i propri centri di competenza Ingv di Catania e Università di Firenze e attraverso le strutture operative del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale della Regione Siciliana
Immagine del 30 luglio 2011 che mostra l’attività di fontanamento, la colata lavica e la nube di cenere.
Fonte: Ingv-Catania
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