MADAGASCAR / Misna su Ladysilvia; NORD EST DELL’ISOLA COLPITO DA NUOVO CICLONE
È di almeno 12 vittime e 14.000 sfollati il nuovo bilancio " probabilmente ancora parziale " del passaggio del ciclone Indlala nelle regioni nord-orientali del Madagascar nei giorni scorsi: lo hanno annunciato oggi fonti ufficiali.
I decessi sono avvenuti nella zona di Ambanja, circa 625 chilometri a nord della capitale Antananarivo, dove alcuni villaggi sono stati “completamente sommersi dalle acque” secondo Jacky Randriaharison, secretario esecutivo del Centro di prevenzione e gestione dei disastri (Bngrc). Diverse zone della grande isola nell’Oceano Indiano " stando alla stessa fonte " sono “del tutto isolate” per l’interruzione di collegamenti stradali, telefonici ed elettrici. L’ambasciata di Parigi in Madagascar ha annunciato l’assistenza di una nave della marina francese nelle operazioni di soccorso nell’area di Antalaha, la più colpita insieme alla zona di Ambanja. Il ciclone Indlala - che oggi avrebbe lasciato l’isola per spostarsi verso l’Oceano - è l’ultimo di una lunga seria (quattro secondo alcune fonti, sei secondo altre) dall’inizio della stagione delle piogge alla fine del 2006. [CO]
Almeno cinque persone sono morte e altrettante sono considerate disperse dopo il passaggio del ciclone Indlala, il quarto in pochi mesi, nel nord e nord est del Madagascar.
La MISNA lo ha appreso da fonti locali, le quali precisano che la zona maggiormente colpita dal ciclone, caratterizzato da forti piogge e da venti che hanno superato i 180 chilometri orari, sembrerebbe essere al momento la costa nord-orientale della grande isola africana nell’oceano Indiano. Secondo il centro di prevenzione e gestione dei disastri (Bngrc) le città più colpite sono quelle di Antsohihy (dove sono state ritrovate tre delle vittime) e la località costiera di Antalaha (circa 600 chilometri a nord della capitale Antananarivo), due morti e almeno cinque dispersi, ma altri 13 distretti hanno riportato gravi danni.
Il ciclone e le forti piogge che lo hanno accompagnato hanno causato anche lo straripamento di alcuni corsi d’acqua, devastando circa 20.000 di ettari di terreni coltivati e causando un numero ancora incerto di senza tetto. Un bilancio, ancora parziale, parla di almeno circa 5000 persone “danneggiate” dal passaggio del ciclone. Gravi danni sono stati riportati anche infrastrutture e agli edifici, oltre alla rete di distribuzione della corrente elettrica. Solo venerdì scorso le Nazioni Unite avevano lanciato un “appello urgente” di circa 10 milioni di dollari per finanziare le prime operazioni di soccorso da destinare alle quasi 300.000 persone colpite dall’ondata di maltempo che nelle scorse settimane si è abbattuta sulla zona centro-settentrionale del Madagascar.
I soldi serviranno a soddisfare i “bisogni immediati” (distribuzione alimentare, medicine, acquisto di sementi e fertilizzanti) delle circa 293.000 persone colpite dalle inondazioni e dai cicloni che dalla fine di dicembre hanno investito la zona centro-nord della grande isola africana. In realtà l’emergenza umanitaria non riguarda solo le aree colpite dal maltempo, ma anche, paradossalmente, quelle meridionali che da mesi registrano una delle più gravi siccità degli ultimi anni.
Si ritiene che i due fenomeni insieme abbiano contribuito alla distruzione di 100.000 ettari di terreno coltivato e a una riduzione della produzione agricola globale di oltre il 10%. In totale la doppia emergenza colpisce quasi 800.000 persone secondo recenti stime Onu.
Il governo del Madagascar aveva lanciato ai primi di marzo un appello alla comunità internazionale contenente la richiesta di 242 milioni di dollari in aiuti, per gestire la doppia emergenza. Solo un milione di dollari sarebbe stato messo a disposizione dai donatori. [MZ]
LA REDAZIONE
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