Le immagini trasmesse dai telegiornali del 7 marzo del 2005 hanno fatto il giro del mondo, un intero paese interessato da una frana con interi edifici inghiottiti dai continui smottamenti: questo il quadro che forse qualcuno ha dimenticato in cui va inserito l’intervento del Dipartimento della Protezione Civile a Cavallerizzo di Cerzeto, in provincia di Cosenza.
Alla drammaticità delle immagini ed ai primi riscontri di carattere tecnico scientifico è seguita una approfondita attività di studio sul movimento franoso che aveva interessato il borgo calabrese, con l’aggiornamento degli studi già esistenti sulla sismicità dell’area. Il patrimonio edilizio di Cavallerizzo risultò essere gravemente compromesso dalla frana e l’analisi delle immagini satellitari SAR riprese nel periodo 1992 - 2005 hanno evidenziato " e quantificato " in modo inequivocabile la presenza di movimenti della superficie topografica in gran parte del centro abitato, e in particolare anche nelle aree non interessate dal movimento del 7 marzo 2005. Nel periodo considerato, le velocità di deformazione medie misurate sono state dell’ordine di circa 1 cm / anno. Solo nel periodo 2003 " 2005, le cumulate di deformazione hanno superato localmente i 3.5 cm. La densità dei punti per i quali è nota la velocità e la cumulata della deformazione è elevata, e permette di individuare in modo chiaro la presenza e l’intensità del movimento. Condizioni tali da rendere necessaria la delocalizzazione del centro abitato in aree più idonee dal punto di vista idrogeologico per non dover nuovamente intervenire qualche anno dopo l’eventuale rientro.
E’ bene sottolineare che gli studi sulla frana sono stati effettuati per conto del Dipartimento della Protezione Civile da parte dell’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologia del C.N.R. (IRPI - CNR) e del Dipartimento Scienze della Terra dell’Università di Firenze (DST-UNIFI), studi che hanno permesso una migliore e più approfondita conoscenza del territorio di Cavallerizzo e che hanno contribuito in modo determinante alla decisione di ricostruire l’abitato di Cavallerizzo in località “Pianette”, rispettando sia la necessità di edificare in un’area sicura dal punto di vista idrogeologico, sia la volontà espressa dalla gran parte degli abitanti di Cavallerizzo di non voler ricostruire la propria comunità lontano dalla “vecchia” Cavallerizzo, mantenendo inalterate le caratteristiche dell’insediamento originario che consentiranno di conservare esattamente come prima i rapporti di vicinato.
Giunge oggi la notizia della sentenza del TAR del Lazio sulla necessità di provvedere ad una nuova Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto della nuova Cavallerizzo, una sentenza che, è bene sottolineare, non entra nel merito della necessità di delocalizzare il paese, necessità chiaramente confermata anche dai riscontri tecnici-scientifici sommariamente suindicati e condivisa con gli abitanti. Comunque, il Dipartimento della Protezione Civile ricorrerà in Appello, poichè le attività svolte sono state ampiamente condivise con tutti gli Enti e le Amministrazioni competenti, nel pieno rispetto della normativa, nonchè condivisi con la grandissima parte della comunità di Cavallerizzo che ha, peraltro, contribuito in modo diretto alla realizzazione del progetto del nuovo insediamento. La ricostruzione delle 264 case edificate nel pieno rispetto della normativa antisismica, delle sei piazze, di una scuola e di una chiesa è, ad oggi, al 80 % di realizzazione e sarà completato entro la fine dell’anno.
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