CNR Su Ladysilvia; E’ un evento atteso da tempo, perché permette, a distanza di 9 anni dall’ultima iniziativa analoga, di fare il punto su una realtà importante e ancora poco conosciuta: la Lingua dei Segni Italiana (Lis) dei sordi. Il terzo Convegno nazionale sull’argomento si intitola Dall’invisibile al visibile e si svolge dal 9 all’11 marzo presso la Fiera di Verona.
Organizzata dall’Ente nazionale sordi (Ens) in collaborazione con varie associazioni e strutture scientifiche, tra cui l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Consiglio nazionale delle ricerche, la manifestazione richiamerà nella città scaligera un folto numero di relatori, che, grazie ai loro interventi, forniranno un quadro esaustivo e dettagliato delle ricerche in atto sulla materia.
“Nella tre giorni veronese”, spiega Virginia Volterra dell’Istc-Cnr, animatrice delle prime ricerche in questo campo, “le tematiche affrontate sono numerose: si discute su come raccogliere e archiviare le testimonianze storiche, si fa il punto sulla ricerca linguistica e psicolinguistica, si valutano i tempi e i modi di acquisizione, si parla della didattica, del rapporto con le nuove tecnologie e con il mondo artistico (cinema, poesia, teatro, narrativa), si esamina il ruolo della Lis in contesti riabilitativi e terapeutici e le più recenti scoperte in campo neuropsicologico”.
Tutti interessanti gli interventi dei ricercatori dell’Istc-Cnr presenti. “Di un settore decisamente ancora poco esplorato”, prosegue Volterra, “parlerà Barbara Pennacchi, una collega sorda che presenta una serie di osservazioni e riflessioni sulla mancanza di una scrittura della Lis che aiuti a preservarne il patrimonio culturale e a documentarne i cambiamenti e che propone l’uso del sistema di ’Sign Writing’ (SW) sperimentato nel ’Laboratorio SW’ di Roma, illustrandone le principali regole visivo-mnemoniche”.
“Uno degli interventi del nostro gruppo”, spiegano Olga Capirci e Maria Cristina Caselli del Cnr, “esamina la relazione tra genitori e figli sordi e mostra come le madri udenti compiano importanti adattamenti comunicativi per interagire con i loro figli imparando col tempo a utilizzare con frequenza crescente attività visive e gestuali”.
Sulla comparazione tra le lingue dei segni italiana, francese e americana verte invece l’intervento di Elena Pizzuto. “Il nostro studio”, commenta la ricercatrice, “esamina tratti tipologici specifici della modalità segnata, le ’Strutture di Grande Iconicità ’ (SGI). Queste ultime consentono una strutturazione multilineare nel discorso segnato impossibile nelle lingue vocali e risultano simili nelle tre lingue esaminate”.
Tra le altre relazioni del Cnr, quella di Elena Tomasuolo e Laura Fellini illustra uno studio sulle abilità lessicali dei bambini sordi valutate direttamente in Lis, anzichè, come avviene di solito, con strumenti pensati per bambini udenti; mentre quella di Maria Cristina Caselli e Pasquale Rinaldi propone i risultati di uno studio longitudinale sullo sviluppo comunicativo e linguistico di un bambino sordo, in età prescolare, figlio di genitori udenti, inserito precocemente in un progetto educativo bilingue (italiano e Lis).
. III Convegno nazionale sulla Lingua dei segni, Dall’invisibile al visibile
. Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, Roma
. Fiera di Verona
. dal 9 all’11 marzo; venerdì e sabato dalle 9.00 alle 19.00, domenica dalle 9.00 alle 13.30
LA REDAZIONE
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