Telecom e Banche su Ladysilvia; Nel quadro dei processi che portano il sistema bancario a fagocitare quello produttivo, nonchè ad impadronirsi, per poi controllare totalmente, i settori strategici dell’economia nazionale, rientrano a pieno titolo anche le telecomunicazioni.
Le recenti manovre che si stanno verificando intorno al colosso Telecom conducono non tanto a scelte di riassetto del gruppo o ad opportunità di diversificazione industriale e di sinergie tecnologiche; bensì alla marcia sfrenata di conquista da parte di una cordata di banche pronte a rilevare la quota di Olimpia, maggior azionista Telecom. Promotori dell’iniziativa, guarda caso, Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli, sostenuti dal top management di Telecom, vero e proprio cavallo di Troia delle banche all’interno dell’azienda che, una volta liquidati gli spagnoli di Telefonica e bistrattati i russi, hanno fatto intendere a Tronchetti Provera chi comanda, o meglio, chi non comanda più.
A decidere saranno il “presidente istituzionale” di Telecom, Guido Rossi, il Caronte sempre pronto a traghettare aziende nelle mani delle banche, voluto dal governo Prodi e subito distintosi per il cambio di passo effettuato ai vertici dell’azienda, già conosciuto come uomo legato alle banche e legale di fiducia di Cesare Geronzi; il vice-presidente esecutivo Carlo Buora, già direttore generale del gruppo Benetton, consigliere di amministrazione di Mediobanca e membro del comitato esecutivo di Rcs; unitamente all’amministratore delegato Riccardo Ruggiero, figlio di Renato Ruggiero, ex presidente del Wto.
Dietro l’ipocrita scusante di difendere l’italianità dell’azienda da eventuali attacchi stranieri, la risultante è una sola: una cordata guidata da Capitalia e Intesa-San Paolo, con Mediobanca e Generali al seguito, già azioniste dirette di Telecom, legate a Pirelli e Benetton da un patto di sindacato nel capitale di Olimpia, pronte a rilevare il pacchetto di maggioranza. Garante dell’operazione per conto di questi sciacalli, Franco Bernabè, nome già conosciuto alla Telecom come all’Eni e alla Fiat e attualmente vice-presidente di Rothschild Europe.
Stesse facce, vecchi equilibri.
(15/03/2007 Nuovo ABRUZZO press
LA REDAZIONE
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