Gli ultimi anni di vita per un’Italia sempre più travagliata dalla politica, hanno fatto emergere nell’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini l’idea che la situazione generale non può andare avanti così; I giovani italiani sempre più non hanno altra alternativa alla disoccupazione che l’espatrio, con una situazione sociale senza precedenti ma quello che disgusta molti italiani è l’aver avuto la conferma che la politica continui a fare i propri interessi nonostante la devastante crisi che colpisce il Paese ormai da diversi anni. Che il senso di parte avesse raggiunto sostanzialmente ogni meandro delle istituzioni, già lo sapevamo ma l’averne la conferma dall’atteggiamento degli ultimi due presidenti della repubblica che dimostrano l’interesse di parte in un modo che si può ben definire beffardo verso il senso comune di Democrazia, è veramente deludente. L’interesse di partito prima dell’interesse della Nazione è un fenomeno che quando raggiunge il vertice di uno Stato, evidenzia in modo assoluto la scarsa credibilità delle istituzioni e in questo clima di azzeramento morale ed etico, riemerge l’evidente differenza tra l’istituzione repubblicana e quella monarchica, dove la prima impone al proprio vertice una porzione del sistema partitico, mentre l’altra pone un elemento estraneo alla politica partitica e quindi, come naturale conseguenza, offre un vertice imparziale che vuole il bene della nazione e non di un partito. La monarchia offre dunque una prospettiva a lungo termine, perché basandosi sull’ereditarietà, deve garantire un futuro allo Stato e al Popolo, contrariamente a chi invece gioca una partita di immediatezza e tende a sfruttare i momenti che si presentano, nell’avido gioco della scalata continua per il potere; una lotta continua, quella repubblicosa, che deteriora le nazioni ma che viene accettata nell’ignoranza generale di chi non conosce l’alternativa istituzionale monarchica e che tende a vede quel tipo di istituzione solo come un orpello del passato. Il quesito del Cittadino è sempre: “quale sarà il futuro Re?” in verità questo non ha una grande importanza, perché il sovrano ha una funzione istituzionale che va oltre l’individuo in se e la preparazione di un principe ereditario, in genere garantisce un buon funzionamento del nucleo Stato-Nazione. E perché no, potrebbe anche svilupparsi un’idea multidinastica. Ma se proprio si vuole entrare nello specifico tra i vari potenziali candidati spiccano Carlo di Borbone ed Emanuele Filiberto, il Savoia che è riuscito a svecchiare l’immagine dell’Italia, proponendo non solo la sua firma nella moda ma anche la gastronomia italiana con formule nuove, che includono un “food truck”, azienda che ha recentemente devoluto parte dei proventi alla UCLA Jonsson Cancer foundation per la ricerca per debellare il cancro, giusto a confermare un atteggiamento superiore rispetto a quello dei logorati della politica alla ricerca continua del profitto personale e partitico, a discapito degli interessi del Popolo.
Matteo Cornelius Sullivan
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