Varese: All’indomani della manifestazione di protesta da parte dei sindaci italiani andata in scena a Milano per i tagli decisi dal Governo, per l’Imu e per i vincoli del patto di stabilità, Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e Consigliere Comunale di Varese, attacca il Sindaco della città giardino e Presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana, che aveva lanciato un ultimatum ipotizzando dimissioni di massa da parte dei Primi Cittadini nel caso di una mancata revisione dei provvedimenti.
“Attilio Fontana dovrebbe dimettersi non per protesta contro il patto di stabilità, ma per come ha malgovernato Varese in questi ultimi sette anni e mezzo - dichiara Nicoletti - del resto, il patto di stabilità esisteva anche con la Lega Nord al governo ed il Pdl, alleato di ferro di Fontana a Palazzo Estense, garantisce insieme a Pd ed Udc la maggioranza all’attuale governo Monti". "Dunque - prosegue il numero 1 di Movimento Libero - Fontana farebbe bene a dare le dimissioni da Sindaco di Varese perché non ha saputo dare risposte concrete ai problemi reali della città. Non neghiamo che il patto di stabilità possa avere inciso negativamente sull’intera attività amministrativa, ma ci pare di poter tranquillamente dire che non ci si possa nascondere sempre dietro a questi vincoli, che spesso hanno obbligato la politica a fare scelte di buonsenso che non sarebbero mai state compiute". "Invitiamo, pertanto, il Sindaco Fontana - conclude Nicoletti - a non “minacciare†le dimissioni, ma a presentarle quanto prima. Siamo sicuri che i varesini non lo rimpiangeranno".
Osservazione rilasciata anche dal sindaco Fontana, Presidente di ANCI Lombardia «Dobbiamo dimetterci tutti e riconsegnare la fascia - ha esortato dal palco Attilio Fontana sindaco di Varese - solo dopo questo gesto estremo potremo aprire delle trattative serie con il governo. Gli diamo altri giorni di tempo per discutere sulle nostre proposte. Poi meglio lasciar perdere cosi' ci mettono loro la loro faccia. Noi sindaci siamo l’ultima rappresentanza della democrazia in un paese dove la democrazia è stata dimenticata».
Anche Silvio Aimetti, sindaco del comune di Comerio ( 2700 abitanti), risponde: sono conscio che l’applicazione del patto di stabilità dal gennaio 2013 anche ai piccoli Comuni creerà significativi problemi alla gestione della totalità delle attività comunali, inserendo inutili complicazioni che, per un piccolo ente, possono soltanto comportare un aggravio di costi ed una significativa mancanza di flessibilità gestionale.
Per questo condivido la necessità di manifestare questa difficoltà in modo chiaro e deciso alle autorità governative.
Spero che questa minaccia di dimissioni non rappresenti un atto strumentale di propaganda politica, questo sarebbe veramente biasimevole in questo momento.
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