Roma: "Finalmente questa triste vicenda ha raggiunto il suo primo punto fermo. Una condanna che naturalmente ancora dovrà trovare conferme nei successivi gradi di giudizio, ma che getta una luce su un fatto molto grave in un moderno stato di diritto e rappresenta sicuramente un primo passo verso la legittima richiesta di giustizia e verità da parte dei genitori che portano su di sé ferite morali profonde che non vedranno mai una cicatrizzazione”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dellItalia dei Diritti, ha commentato la sentenza del tribunale di Ferrara che ha condannato a una pena di 3 anni e 6 mesi i poliziotti che la notte del 25 settembre fermarono il giovane Federico Aldrovandi. Eccesso colposo secondo il collegio giudicante, perché gli agenti ingaggiarono con il ragazzo una colluttazione con successivo ammanetta mento in posizione prona che lo condusse a morte per asfissia posturale. " Se si è arrivati ad una sostanziale conferma del quadro accusatorio - ha precisato il presidente De Pierro - si è fatta emergere una tragica verità.
Quella di 4 poliziotti che avrebbero dovuto tutelare lordine e la sicurezza dei cittadini e che invece si sono resi colpevoli di un atto così efferato. Tra laltro se la verità scritta negli atti processuali corrisponde al reale svolgersi dei fatti, francamente mi sembra piuttosto blanda la formulazione di una condanna per eccesso colposo. A mio avviso le risultanze potrebbero portare a configurare lomicidio preterintenzionale. In ogni caso, indipendentemente da quella che è la pena applicata che non potrà certo riportare Federico in vita, limportante è che sempre se il tutto verrà confermato, queste persone non dovranno più indossare la divisa per rispetto a quanti svolgono il loro stesso lavoro con abnegazione, professionalità e umanità.
Già ci pensa lo Stato a svilire i compiti istituzionali delle forze di polizia a colpi di ronde, perciò quando pecore nere e deviate gettano fango con la loro condotta sul prestigio del corpo, bisogna usare il pugno duro per rimuoverle prima che si allarghino inesorabilmente in propaggini metastatiche. E importante perciò che giustizia venga fatta per non scalfire limprescindibile fiducia che i cittadini devono riporre in chi è preposto alla loro sicurezza”.
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