CMI: Quando il Beato Pio IX fu esiliato a Gaeta, Marcantonio Pacelli lo seguì e fu premiato con i titoli di Principe e di Marchese sia per la sua fedeltà , come aveva operato. Sarà tra i fondatori dell’Osservatore Romano (1861). Suo figlio, l’avvocato della Sacra Rota Filippo, ebbe diversi figli tra i quali Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli nato a Roma il 2 marzo 1876.
Dopo le elementari e il liceo, Eugenio Pacelli entrò nel Collegio Capranica e poi studiò teologia alla Gregoriana presso al quale conseguì il dottorato nel 1901, quando già da due anni era stato ordinato sacerdote. Dopo ssere stato Segretario del Cardinale Pietro Gasparri (futuro Segretario di Stato), divenne Monsignore-Ciambellano del Papa S. Pio X. Pacelli partecipò alla stesura di un nuovo codice di diritto canonico e nel 1911 divenne Sottosegretario agli affari esteri. Il 13 ottobre 1917 (lo stesso giorno dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima) Benedetto XV lo consacrò Arcivescovo titolare di Sardi e lo nominò Nunzio apostolico in Baviera. Dal 1925 fu anche Nunzio apostolico in Prussia poi, dal 1920, per l’intera Germania.
Nel 1929, l’automobile su cui viaggiava fu assalita da un gruppo di nazisti che lo volevano bastonare, uno di loro estratto la pistola, la puntò alla testa di Pacelli che fu salvato grazie all’intervento di Suor Pascalina Macher.
Creato Cardinale da Pio XI il 16 dicembre 1929, il 7 febbraio 1930 divenne Segretario di Stato e si dimostrò fedele alla sua crescente opposizione al nazismo.
Pio XI morì il 10 febbraio 1939 e Pacelli fu eletto il 2 marzo 1939, dopo solo tre scrutini e un giorno di votazioni. Scelse il nome di Pio XII, a simboleggiare la continuità dell’operato con il suo predecessore. Pacelli fu il primo Segretario di Stato dal 1667 (Clemente IX) e il secondo camerlengo (dopo Leone XIII) ad essere eletto Papa.
Dalla Germania giunsero commenti ostili, che definirono Pacelli occulto regista della politica estera di Pio XI, pregiudiziale avverso le forze nazionalsocialiste. Nello stesso anno 1939 proclamò S. Francesco d'Assisi e S. Caterina da Siena patroni d'Italia, la sua prima enciclica Summi pontificatus attaccò qualsiasi forma di totalitarismo e tentò invano di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative, fra cui la più famosa è il discorso alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: "Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra".
Tuttavia il 1° settembre, la Germania invade la Polonia.
Papa Pio XII tentò con altri appelli di far cessare le ostilità , organizzò aiuti alle popolazioni colpite e creò l’ufficio informazioni sui prigionieri e sui dispersi.
Tricolore
agenzia stampa del 24 agosto 2007
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