Raggiunto l’accordo per i tagli alle tasse: 2005 Irap, 2006 Irpef
Sul ripensamento del governo di far decorrere dal primo gennaio 2006, e non dal 2005, la riduzione delle aliquote Irpef hanno inciso i colloqui con le parti sociali, con la Banca d'Italia, con il mercato, con il Fondo monetario internazionale.
Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi.
"Il mio convincimento è cambiato per il fatto che abbiamo ascoltato tutti: le parti sociali, gli artigiani, le banche, la Banca d'Italia, il Fondo monetario e soprattutto i mercati che hanno insistito molto sul fatto che ci fosse una totale copertura," ha detto Berlusconi, rispondendo alla domanda su cosa gli avesse fatto cambiare idea nel giro di 24 ore.
La riforma sarà presentata come emendamento alla Finanziaria e diventerà legge - assicura Berlusconi - entro 50 giorni. Il premier si dice certo che l’azione del governo potrà essere supportata da una interpretazione meno restrittiva del patto di stabilità con il consiglio d'Europa del 2005. Nel giorno della soddisfazione per il varo dell’abbassamento delle imposte, Berlusconi non nasconde una certa amarezza per aver dovuto attuare in due tempi il suo progetto fiscale, ma nega che si tratti di un rinvio. Al termine della conferenza stampa c’è stato spazio anche per un accenno al rimpasto di governo. Oltre al Ministero degli Esteri ci saranno altre modifiche - ha affermato. E ha aggiunto con riferimento a Fini: “E’ evidente chi è candidato alla Farnesina.
Rimpasto, Berlusconi: tutti leader nel governo è possibilità
Che tutti i leader della maggioranza possano entrare nel governo, con eccezione del leader leghista Umberto Bossi che è malato, con il prossimo rimpasto è una possibilità .
Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con evidente riferimento alla possibilità che il segretario dell’Udc Marco Follini entri nel governo.
"È una possibilità , con l’eccezione di Bossi a causa delle sue condizioni di salute", ha risposto Berlusconi alla domanda se tutti i leader della maggioranza entreranno al governo con il rimpasto.
Sul fatto che il rimpasto avvenga con certezza, il presidente del Consiglio ha risposto: "Certamente sì. Abbiamo deciso di completare il nostro intervento per quanto riguarda la legge finanziaria, poi dedicarci al rafforzamento della squadra di governo. Il 18 novembre la nuova commissione Ue riceverà il voto del Parlamento, forse il 19: quella è la data per la quale noi dobbiamo avere le dimissioni di Frattini e dobbiamo fare la nomina del nuovo ministro degli Esteri. È ormai evidente a tutti quale sarà il nuovo ministro degli Esteri, chi è il candidato a quella responsabilità ".
Reuters / TG5
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