Come possiamo applicare la scienza al patrimonio? Cosa possiamo fare per migliorare la conservazione del nostro patrimonio e come possiamo aiutare i ricercatori a sviluppare nuove strategie di conservazione?
La conoscenza e la conservazione del patrimonio culturale e naturale hanno da oggi un nuovo alleato: E-RIHS, l’unica infrastruttura di ricerca europea sull’Heritage Science entrata ufficialmente nella Roadmap dell’ESFRI (European Strategy Forum on Research Infrastructure). Nella Roadmap, presentata ufficialmente il 10 marzo ad Amsterdam presso la Reale Accademia delle Scienze, sono state incluse le infrastrutture di ricerca specializzate in vari campi considerate strategiche per le comunità di ricerca in Europa.
E-RIHS, di cui l’Italia è capofila, è un’infrastruttura di ricerca europea distribuita, cioè una rete di laboratori e risorse strumentali fisse e mobili altamente avanzati, archivi fisici e digitali all’avanguardia, che sono capillarmente distribuiti sul territorio europeo e che, tramite un servizio di accesso - coordinato unicamente dal Central Hub - sono messi a disposizione della comunità scientifica e produttiva del settore per condurre ricerche di alto livello o per sostenere l’innovazione e quindi la competitività del mercato di riferimento.
Caratteristica di E-RIHS, in quanto infrastruttura di ricerca europea di possibile impatto globale, è l’eccellenza delle risorse strumentali e tecnologiche che sono tenute sempre all’avanguardia tramite un’attività continua di ricerca e sviluppo incentrata sul miglioramento tecnologico dei servizi di accesso e di training offerti alla comunità di utenti.
Grazie al supporto di Miur e Mise e al sostegno del Mibact, alla guida del Cnr con la partecipazione di Infn, Enea, Opd, Instm e gli altri enti e università italiane coinvolti, E-RIHS oggi include 18 stati membri e 11 paesi terzi.
La comunità alla quale si rivolge E-RIHS è quella del nuovo ambito multidisciplinare della scienza del patrimonio culturale e naturale, o heritage science, che congiunge in un’ottica transdisciplinare le scienze dure e le scienze umane per affrontare tutti i temi e le problematiche legati al patrimonio culturale, naturale e archeologico: dal restauro alla fruizione, dalla conservazione alla valorizzazione, dal monitoraggio alla gestione, dalle esigenze di tutela a quelle del mercato del turismo. Fra gli obiettivi di E-RIHS c’è quindi anche quello di portare a piena maturazione un settore di ricerca innovativo capace di dare risposte inedite a problematiche ancora aperte, e di formare e far crescere una nuova comunità di studiosi, ricercatori, operatori e imprese.
Il passo successivo all’entrata nella Roadmap è l’inizio di una fase preparatoria per la costituzione di un ERIC (European Research Infrastructure Consortium), che vede anche il coinvolgimento dell’Iccrom, ente intergovernativo internazionale di studi per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale. L’Italia si candida quindi a ospitare la sede dell’unico ERIC a guida italiana nella nuova Roadmap ESFRI.
Per informazioni
Luca Pezzati
email: luca.pezzati@cnr.it
sito web E-RIHS
www.e-rihs.eu
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