Roma, 9 ago. 05 " Cominciano a cadere le “barriere digitali” per l’accessibilità agli strumenti informatici da parte dei disabili. La Gazzetta Ufficiale ha infatti pubblicato il decreto predisposto da Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, con i requisiti tecnici ed i diversi livelli di accesso, che dà attuazione alla specifica legge. Su iniziativa dello stesso ministro e recependo anche diverse iniziative parlamentari, alla fine del 2003 le Camere avevano approvato all’unanimità le disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, legge 9 gennaio 2004 n. 4, meglio nota come “Legge Stanca”. Nel nostro Paese i diversamente abili sono circa 3 milioni di persone, oltre il 5% della popolazione.
“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei requisiti tecnici si è posto l’ultimo definitivo tassello normativo all’adeguamento disposto per l’abbattimento delle barriere digitali per i diversamente abili”, ha detto il ministro Stanca ricordando che “il nostro Paese è tra i primi al mondo a dotarsi di queste misure. Ora spetta alle amministrazioni pubbliche l’impegno ad adeguare entro un anno i loro siti e applicazioni alle norme che inseriscono nel nostro sistema non solo elementi di civiltà , ma anche di efficienza”.
Il ministro ha sottolineato che “i disabili rappresentano una rilevante componente della nostra società che deve trovare piena cittadinanza grazie anche alle politiche basate sulle tecnologie dell’informazione. Se partiamo dal presupposto che è importante far muovere le idee e le informazioni, non le persone, si comprende come sia fondamentale per i disabili poter accedere alla Rete e agli strumenti informatici”.
“La realizzazione della Società dell’Informazione”, ha precisato, “richiede che si affermi una nuova generazione di diritti fondamentali della persona, come il diritto all’accesso, il diritto alla trasparenza, il diritto alla privacy. Non riconoscere questa esigenza può causare un triplice deficit: economico, perché non impiegare le risorse disponibili comporta una perdita; sociale, perché non integrare una qualsiasi categoria debole crea emarginazione; democratico perché non partecipare significa negare la piena cittadinanza”, ha concluso il ministro Stanca.
In particolare, il decreto dispone in modo dettagliato i requisiti che debbono avere i siti internet e gli strumenti informatici (pc, ambiente operativo, applicazioni, etc.) per facilitare il loro utilizzo da parte dei disabili. Le Amministrazioni pubbliche hanno tempo dodici mesi per provvedere all’adeguamento dei loro apparati. A queste disposizioni possono uniformarsi anche i privati. Per facilitare il riconoscimento dell’adeguamento è stato previsto un apposito logo, una sorta “bollino blu di conformità ”, con una serie di asterischi che contraddistinguono il diverso livello di qualità del servizio. I privati che intendono aderire alla certificazione di qualità dovranno registrarsi presso il CNIPA-Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione.
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