«Il costo a lungo termine di iniziative del genere potrebbe essere enorme», spiega Andrei Illarionov, consulente del presidente russo Vladimir Putin che non a caso si è prontamente rimangiato la promessa di ratifica del Protocollo di Kyoto.
l’accordo, che ha rappresentato il primo passo verso la riduzione delle emissioni di anidride carbonica ad opera dei combustibili fossili - accusati di soffocare il pianeta e causare un eccessivo innalzamento delle temperature - rischia di naufragare senza l’approvazione dei russi, tanto più che gli Stati Uniti hanno ritirato la loro adesione già nel 2001.
«Faremmo meglio a investire i nostri soldi in attività di promozione dello sviluppo economico, in iniziative volte a eliminare le sacche di miseria, in sussidi ai paesi del Terzo Mondo», ha dichiarato Illarionov nel corso di una conferenza sul clima che si è svolta a Mosca all’inizio di ottobre, giustificando la sua posizione proprio riferendosi al picco massimo di 18 miliardi di miliardi di dollari delle stime dell’Ipcc per il 2100.
Al di là del protocollo di Kyoto, valido solo fino al 2012, gli esperti di clima sottolineano come una spesa così ingente sia poi del tutto vincolata a interpretazioni un po’ arbitrarie del termine "pericoloso". La Framework Convention on Climate Change delle Nazioni Unite del 1992, ratificata anche dall’America, sosteneva di mirare alla «stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera, al fine di impedire pericolose interferenze delle attività umane sul sistema climatico». Un'ondata di caldo, in Europa, quest'estate ha mietuto circa 15 mila vittime solo in Francia. Un fenomeno analogo, in India, ha ucciso 1300 persone. A maggio negli Stati Uniti ci sono stati 562 tornadi: un record storico. Quali di queste catastrofi devono essere considerate "pericolose" e quali di esse sono da attribuire a responsabilità umane?
Se davvero è tutta colpa dell’uomo, dovremo per forza di cose ridurre drasticamente l’uso di combustibili fossili, che al momento sono invece l’asse portante dell’economia mondiale, dalle centrali elettriche a carbone, agli impianti siderurgici, alle macchine che ogni giorno guidiamo. Secondo il presidente dell’Ipcc, Rajendra Pachauri, il concetto di "pericolo" è in gran parte arbitrario.
Sta ai singoli governi definirlo.
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