Le problematiche relative all’esposizione umana ai campi elettromagnetici a bassa e alta frequenza prodotti da impianti e apparecchiature elettriche e di telecomunicazione sono attualmente oggetto di approfondita analisi nell’ambito di organismi di ricerca nazionali e internazionali e sono sottoposte sempre più al vaglio dei governi e degli enti preposti allo sviluppo di normative tecniche, per la definizione dei criteri di protezione della popolazione e dei lavoratori esposti [1].
Con riferimento all’aspetto legislativo, mentre a livello europeo è stata solo recentemente pubblicata una raccomandazione di carattere generale - la 1999/519 [2] - per la protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici nell’estesa gamma di frequenze 0 Hz - 300 GHz, in Italia sono già in vigore da alcuni anni due decreti legislativi sull’argomento (uno per i campi alla frequenza industriale di 50 Hz - il DPCM del 23 Aprile 1992 [3] - che interessa soprattutto gli impianti di produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, e uno per quelli a frequenze più elevate - il decreto 381/1998 [4] - che interessa soprattutto gli impianti di telecomunicazione).
Sempre in Italia è stata approvata recentemente in Parlamento una legge quadro che, assieme ad alcuni decreti attuativi immediatamente successivi, intende definire, per tutta la gamma di frequenze 0 Hz - 300 GHz, limiti dei campi elettromagnetici per la popolazione e per i lavoratori, che si preannunciano in genere più restrittivi rispetto agli attuali e a quelli suggeriti dalla sopracitata raccomandazione europea.
Affinchè tale legislazione possa essere applicata in modo adeguato, è necessario disporre di norme tecniche sui criteri di misura e di valutazione dei campi elettromagnetici che permettano una corretta caratterizzazione dell’esposizione umana ai suddetti campi. Purtroppo invece lo sviluppo della normativa tecnica internazionale, europea e nazionale sulla misura dei campi elettromagnetici non è ancora in una fase molto avanzata: solo recentemente, a seguito della pubblicazione della sopra citata raccomandazione europea e di un successivo mandato (M/032) della Commissione, l’attività normativa europea nell’ambito del CENELEC/TC 211 "Human exposure to electromagnetic fields" ha avuto un notevole impulso. A livello internazionale è recentissima la costituzione in ambito IEC di un nuovo comitato specifico (il TC 106 "Testing instrumentation and methods for measuring electric and magnetic fields associated with human exposure"); anche a livello italiano la situazione è simile, in quanto il CEI finora si è limitato a recepire le norme europee e qualche norma internazionale.
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