La pena capitale per Vahid Mazloumin, soprannominato il ‘Sultano dell’oro’, e Mohammad Ghasemi è stata comminata durante un processo "irregolare" trasmesso in televisione. I due sono stati condannate a morte per reati finanziari e sono stati impiccate in un carcere di Teheran con l’accusa di "corruzione sulla terra". Ha renderlo noto rende noto l’agenzia Fars, precisando che tra loro vi è Vahid Mazloumin, soprannominato, arrestato nel luglio scorso con l’accusa di aver fatto incetta di due tonnellate di monete d’oro e valuta straniera attraverso mezzi illegali. A denunciare l’ennesima sentenza inumana effettuata dal regime iraniano è stata Amnesty International. Dal 1 gennaio 2017 al 5 gennaio 2017, l’ Iran ha giustiziato almeno otto persone.
Di solito il regime se la prende contro oppositori, avversari politici, donne e omosessuali. Il regime iraniano ha giustiziato almeno 753 persone nel 2014 mentre ne ha condannate a morte 687 nel solo 2013. Numeri che interessano poco a chi invece è più preoccupato a far quadrare i bilanci.
Un’accusa all’Italia per la quale l’Iran rappresenta una miniera d’oro: nel 2016, le aziende del Belpaese hanno esportato beni dal valore di oltre 1,5 miliardi nella Repubblica islamica. E gli scambi commerciali continuano a crescere. In barba al rispetto dei diritti umani.
S.H.D. e C.P.
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