Dev’essere stata una bella sorpresa per le anime belle che hanno alzato la voce contro il “ricatto” di Gheddafi all’Europa (5 miliardi in cambio del blocco all’immigrazione clandestina) riscontrare che la Commissione Europa non si sente ricattata, che l’Italia appoggia l’idea di fondo di un coinvolgimento di tutta l’Europa e del Nord Africa nella gestione dei flussi migratori, e che l’Italia è tutt’altro che isolata in questa sua battaglia di civiltà .
Di civiltà . Perchè non c’è nulla di più contrario ai diritti umani e alla civiltà occidentale quale vorremmo che fosse, dello spettacolo di barche di ogni stazza e genere lanciate contro le coste europee mediterranee (in primis l’Italia) con clandestini tanto disperati da rischiare l’annegamento, lo sfinimento e il rimpatrio. Il tutto, poi, in mano a organizzazioni criminali che oltre a lucrare sulla tratta di esseri umani, li utilizzano per esportare armi, droga e prostitute.
Questa è la cruda realtà . E se le parole di Gheddafi suonano come una minaccia, non bisogna dimenticare che l’Europa non si è comportata in questi anni in modo esemplare nei confronti di un fenomeno che avrebbe meritato ben altra attenzione. E anche ben altri fondi. Gheddafi chiede miliardi, finora ha ottenuto milioni. E i milioni non bastano.
L’Italia, per la verità , lo aveva già fatto per sè, rivendicando il fatto di trovarsi in prima linea nel contrasto all’immigrazione illegale, svolgendo con fondi inadeguati da parte europea un lavoro utile a tutta l’Unione. Va ricordato, infatti, che l’Italia è stato forse l’unico (e certamente il primo) Paese europeo a volere a ogni costo che il tema “immigrazione” fosse in cima all’agenda europea, per prevenire una tragedia annunciata. Ed è un fatto che la Ue abbia aspettato troppi anni prima di capire che gli investimenti contro l’immigrazione illegale non possono essere tutti a carico dell’Italia e di pochi altri Paesi.
Ecco perché il Commissario europeo per gli affari interni e l’immigrazione, Cecilia Malstrom, invece di definire “ricatto” le parole di Gheddafi e rispedirlo demagogicamente al mittente, ha detto che il dialogo tra la UE e la Libia è “difficile ma necessario”.
Altri commissari si sono trincerati dietro il solito “no comment”. Stavolta neanche la folta schiera di giornalisti a caccia di censure anti-italiane a Bruxelles ha avuto fortuna. Un primo stanziamento a favore della Libia per contrastare l’immigrazione illegale è stato già concordato e in parte versato, per quanto sia ben lontano dai 5 miliardi chiesti pubblicamente da Gheddafi. Quindi, il concetto di un impegno economico della UE per il controllo delle frontiere libiche è ormai pacifico.
L’Italia, con Berlusconi vuole una “politica comune dell’immigrazione” da parte europea, e vuole che siano coinvolti i Paesi africani rivieraschi. È una politica d’avanguardia, al di là delle suscettibilità ipocrite sui “ricatti”.
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