HUNTSVILLE (Texas) - Le lancette della morte si fermano per Delma Banks, il trecentesimo condannato alla pena capitale in Texas dal 1977, da quando cioè nello stato americano è ripresa l’attività del boia.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti sospeso, a poche ore dall’ora prevista, l’esecuzione di Delma Banks, condannato per un delitto compiuto 23 anni fa. l’uomo ha sempre sostenuto di aver subito un processo segnato da vizi di forma, nel quale, tra l’altro, la giuria era composta da soli bianchi. Anche la vittima dell’assassinio era un bianco. Ma Delma Banks è nero. Così da tempo, e da molte parti, si sosteneva che le imputazioni a suo carico non reggevano. Del resto, durante il processo, la pubblica accusa era incorsa in una serie di abusi procedurali, di fronte ai quali la stessa difesa non era sembrata adeguata. E alla massima istanza giudiziaria americana si erano rivolti, caso del tutto insolito, ben tre alti magistrati. Tra questi anche William Sessions, ex direttore dell’Fbi.
La Corte comunque si è limitata a disporre che l’esecuzione resti "congelata" finchè una corte di secondo grado non si sarà espressa sulla ricevibilità di uno degli appelli nel frattempo già presentati dai legali del condannato. Se nessuno di essi sarà considerato ammissibile, si procederà all’esecuzione; altrimenti, la sospensione rimarrà ferma fino alla pronuncia di una nuova sentenza.
Il pubblico ministero competente per territorio, Jemes Elliot, che probabilmente non si aspettava una simile mossa, non è stato in grado di anticipare come si comporterà e ha soltanto invitato a non trarre conclusioni troppo affrettate. Ma il caso appare fuori dalla norma e appare abbastanza significativo da poter riaccendere il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti.
Banks, che aveva già consumato l’ultimo pasto come da regolamento, quasi non ci credeva; poi si è messo a esultare insieme a parenti e amici, compresa la figlia ormai adulta. "Non posso che ringraziare il Signore", ha commentato. Il suo avvocato George Kendall, che appartiene a un'associazione benefica per l’assistenza ai detenuti in condizioni disagiate, ha cercato di incontrarlo, ma le guardie lo avevano già riportato al braccio della morte del penitenziario di Livingston.
La trecentesima condanna a morte in Texas, purtroppo, è però rinviata solo di pochi giorni. Il giustiziato numero trecento potrebbe a questo punto diventare Kenneth Clay, la cui esecuzione è fissata per il 20 marzo.
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