Reggio Calabria - Comando Provinciale di Reggio Calabria - I Carabinieri della Stazione di Bova Superiore, hanno tratto in arresto nel caratteristico borgo pre - aspromontano un 62enne del posto, già conosciuto alle forze dell’ordine per le numerose quanto gravi vicende penali che costellano la storia di questa persona, dando esecuzione ad una richiesta di arresto ai fini estradizionali presentata dall’autorità giudiziaria Svizzera ai paesi che aderiscono alla cc.dd. “area Shengen“ (spazio di libera circolazione di persone e mezzi) ai sensi dell’art. 95 dell’accordo di Shengen del 1985, accordo cui aderisce anche l’Italia che con la legge nr. 388 del 30.09.1993 ne ha recepito gli effetti giuridici anche nell’ordinamento nazionale.
Erano, dunque, le 17 circa di ieri ed i militari di Bova svolgevano un servizio di controllo del territorio quando, nel corso di un posto di controllo, tra le autovetture controllate viene selezionata una Suzuki M80 alla cui guida c’è un 62enne che nel momento del controllo non nasconde, però, qualche segno di nervosismo apparentemente ingiustificato. L’insolito comportamento del soggetto fermato per un normale controllo, induceva i Carabinieri ad approfondire i controlli presso la sede del loro comando dove, consultando l’archivio nazionale della banca dati Schengen (che riunisce, appunto, tutte le informazioni che le FF.PP. dei paesi aderenti si scambiano per fini di polizia) emergeva a carico del cittadino Bovese una segnalazione per la ricerca ed arresto per l’estradizione. L’approfondimento doveroso del caso, confermava la validità della segnalazione consentendo agli operanti di procedere con l’arresto “provvisorio“ del soggetto e la sua messa a disposizione della Corte d’Appello di Reggio Calabria, in attesa che la Svizzera formalizzi apposita richiesta di estradizione nei termini e secondo le modalità previste dal diritto nazionale e dagli accordi tra i due paesi.
In capo alla persona arrestata ieri, in virtù delle accuse sinteticamente riportate qui sopra, pende, dal 24.01.2001, con segnalazione diramata a livello Schengen il 10.02.2011, un mandato di arresto del Tribunale d’Istruzione Penale Cantonale del “Valais Central“ per i reati di omicidio e rapina (articoli 111, 112 e 139 del codice penale svizzero), responsabilità che, se accertate definitivamente, potrebbero comportare, stando a quanto specificato dalla citata autorità giudiziaria, la reclusione a vita, l’ergastolo per l’ordinamento Italiano.
L’uomo, per la Svizzera, potrebbe essere considerato una primula rossa del crimine violento, persona sanguinaria capace di condurre azioni anche eclatanti, come il caso della tentata rapina alla stazione ferroviaria, soggetto in grado di sottrarsi per oltre 10 anni alla cattura. L’arresto di ieri, reso possibile grazie alla capillare ed attenta presenza sul territorio dei Carabinieri, rappresenta certamente un punto di partenza nel dispiegamento del diritto che ha quel paese di fare giustizia per i crimini commessi nei suoi confini nazionali.
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