Milano - La camera ardente per la poetessa Alda Merini sarà allestita a Palazzo Marino in Sala Alessi e sarà aperta domani, martedì 3 novembre, dalle ore 9.30 alle ore 20.30 e mercoledì 4 dalle ore 8.30 alle ore 12. I funerali di Stato saranno celebrati in Duomo mercoledì 4 novembre alle ore 14. La salma sarà tumulata al Famedio del Cimitero Monumentale.
Il Sindaco Letizia Moratti ha sottolineato nel suo ricordo il forte legame della poetessa con la sua città, definendo Alda Merini come "una donna profondamente radicata a Milano, al suo quartiere, alla sua via, alla sua casa, che ha saputo dare con la sua arte una testimonianza universale della vita di oggi e delle sue contraddizioni".
"Ricordo con commozione – ha proseguito il Sindaco – quando Alda la scorsa estate mi regalò una sua poesia, dolcissimi versi che tengo incorniciati nel mio ufficio a Palazzo Marino e testimoniano la sua grande sensibilità e la sua passione. Come tutta la sua opera, riflessioni poetiche di una donna di cultura che ha onorato e amato fino allultimo la sua Milano, impegno per il quale nel dicembre del 2002 ha ricevuto la Medaglia dOro di Benemerenza Civica".
"I funerali di Stato in un luogo, il Duomo, che lei amava tanto e che spesso citava raccontando del suo rapporto con la fede, è il riconoscimento più alto che la sua città potesse attribuirle". Con queste parole l’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli ha ricordato Alda Merini, alla vigilia dellapertura della camera ardente a Palazzo Marino.
"Porterò per sempre con me la sua gioia di vivere, la forza di essere sempre lei, anche nella malattia. Il suo amore per il bello e per i giovani, le nostre conversazioni nella casa sui Navigli", ha proseguito lassessore Moioli.
Lassessore Moioli ha avuto modo di stare accanto alla poetessa, soprattutto in questultimo periodo, e – ha dichiarato – "non dimenticherò mai la luce che ha invaso il suo sguardo quando, già gravemente malata, giunsero a casa sua due giovani estimatori. Li accolse come figli e si raccontò, emozionata, come fosse la prima volta. Era il suo modo di partecipare alla vita, nonostante la malattia".
"Le ho fatto visita diverse volte questestate – conclude lassessore – ci legava una complicità innata. Mi sembrava di conoscerla da sempre. Le chiedevo ‘Alda, hai bisogno di qualcosa?, ‘Non ho bisogno di niente, mi rispondeva. ‘Mi basta che tu mi voglia bene. E io gliene vorrò sempre".
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