ESCE: LISCA DI PESCE, L’ALBUM DI CAPONE & BUNGTBANGT SUONATO CON MATERIALI RICICLATI

Mercoledì
03:31:55
Luglio
06 2005

ESCE: LISCA DI PESCE, L’ALBUM DI CAPONE & BUNGTBANGT SUONATO CON MATERIALI RICICLATI

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Roma, martedì 5 luglio 2005, è in tutti i negozi "Lisca di pesce", l’album di Capone & BungtBangt realizzato con suoni prodotti con materiali riciclati o con oggetti di uso comune. Dopo anni di sperimentazione sulle percussioni e frequentazione della scena underground napoletana Capone, con il supporto anche di Claudia Mori, esce con le etichette indipendenti Camion Records e Chiara Sun Music e la distribuzione di Sony Music.

Maurizio Capone è sicuramente un artista fuori dal comune. Tanto per intendersi: è napoletano e percussionista ma non è il classico percussionista-napoletano. Maurizio Capone oggi è alla testa di uno dei progetti più originali e intelligenti della scena italiana e fa volontariato insegnando musica ai ragazzi delle scuole medie di Scampia e Secondigliano da molto tempo prima che i media nazionali scoprissero quell’incubo di degrado. Un raro esempio di come si può sconfiggere il degrado. Ha fondato I BungtBangt, una band di percussionisti che utilizzano esclusivamente strumenti ricavati da materiale riciclato povero, le cassette in polistirolo delle mozzarelle, i bidoni, grossi elastici, tubi per impianti elettrici, bollitori del latte, bottiglie (anche con acqua), chiavi inglesi, coperchi, latte, taniche e perfino il ruoto per il casatiello (tegame per uno dei monumenti della cucina napoletana). Da questo incredibile armamentario, sono stati creati degli strumenti che lasciano stupefatti. Già perché BungBangt con le percussioni, i suoni di questo formidabile intonarumori e un uso sapientissimo delle voci creano un mondo musicale dove in un clima di grande energia convivono le poliritmie africane, il rap, l’hip hop, fino alle più accattivanti melodie soul-pop e una cover di Prisencolinensinainciusol.
"Lisca di pesce", il nuovo album, esprime tutto questo nel modo migliore perché è frutto di un lavoro cominciato nel '99 quando BungtBangt è nata come formazione teatrale. Non va dimenticato che prima d'allora Capone ha inciso quattro album da solista di materiale tutto originale che gli hanno fatto guadagnare la stima di buona parte della critica e, grazie all’energia delle sue performance live, una buona popolarità cresciuta ulteriormente grazie agli incandescenti concerti dal vivo dei BungBangt. Con Lisca di pesce l’esperimento di un gruppo capace di dare spazio al lavoro di cantante e song writer di Capone mantenendo l’energia performante e tribale della performance è perfettamente riuscito. D'altra parte BungtBangt avevano già messo in mostra le loro potenzialità con la trascinante cover di Caravan Petrol di Carosone di due anni fa o con “Uaiò”, diventata una sigla di un programma di RadioRai. Ascoltate “Crack”, il primo brano: ci sono un riff d'apertura e un beat con dei suoni che fanno fare un salto sulla sedia. A Londra questi suoni ti costerebbero una fortuna. Capone e la sua band li fanno con lo scatolophon (quello basso e quello distorto) e potete scommettere che il tutto non costerà molto di più di una ricarica di telefonino. Lo scatolophon impazza anche nel brano seguente, Lisca di pesce. Di cosa si parla in questi due pezzi? “Crack” è una requisitoria in forma di rap sulle colpe dietro al disastro della droga. Capone ci vive in mezzo alle periferie di Napoli e ha visto la tragica inutilità della tolleranza zero. Lisca di pesce dice "se davvero fossimo i figli delle stelle avremmo fatto in modo di non generare falle. c’è una discarica in ogni petroliera, c’è una discarica dietro casa mia, è una discarica la periferia". "Come il sole" è il primo momento di relax, un mix di suoni e ritmi reggae-calypso e una melodia abbellita da eleganti citazioni di vocalese che fanno di questo brano un piccolo gioiello pop, dimostrando la varietà di registri espressivi del gruppo. "Asikkumara babalù" è uno dei momenti più coinvolgenti del cd, su un ritmo dondolante pieno di echi afro-brasiliani, scorre una melodia che ti acchiappa con quell’Asikkumara babalù e ti conquista con l’apertura improvvisa di un ritornello. Le parole che ci troviamo a cantare? "Nel paese delle banane vivi tu, tutti sullo stesso canale su per giù, se non le suoniamo di santa ragione sai che succederà ? Finiremo tutti in pensione e non per anzianità ". Poi la grande sfida dei BungtBangt: una versione napoletan groove di "Prisencolinensinainciusol", il proto rap di Adriano Celentano, un personaggio che di partenopeo ha proprio poco. Perchè napoletan groove e non in napoletano? Perchè il "non testo" così come la parte musicale originali sono stato riletti con quello slang e quel groove musicale che sono patrimonio esclusivo dei musicisti napoletani.

"Prisencolinensinainciusol" lascia la vecchia strada e si avventura in un funk con una ritmica alla Prince e un formidabile finale con gli scambi di assoli tra la voce e le percussioni. Un'altra apertura sulla melodia, "Respirare", fa da prologo a un finale tutto basato sul fascino ipnotico che ha la voce quando si scambia e intreccia i ruoli con le percussioni. "Uaiò" è un omaggio all’Africa con i suoni che si ascoltano nei dancefloor internazionali mentre "Junk Re-Music" e "Bung Bangt" fanno pensare al funk visionario di Prince e George Clinton. Finale con colpo di teatro e una melodia di una malinconia che sta nel tema fischiato di "Chell’che è stato".

Source by Rockitalia


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