Alcune religioni nel corso dei secoli hanno premuto molto sul fattore conversione ma oggi gl’unici che spiccano in questo lavoro di cesello sono i mussulmani ma non sempre tramite la violenza, come generalmente si pensa. Durante il lungo periodo della penetrazione islamica in India, alcuni Sovrani conquistatori promisero, a chi si convertiva alla nuova religione, l’esenzione dalle tasse. Il fattore economico è usato come stimolo ancora oggi, per esempio in Arabia Saudita, dove ci sono molti lavoratori stranieri e negli ospedali il personale straniero, che è sottopagato rispetto ai sauditi, non solo deve coprire le molte pause straordinarie dei mussulmani ma deve anche periodicamente partecipare a delle assemblee in cui si promette a chi si dovesse convertire all’islamismo, più lavoro e uno stipendio più alto. A quanto pare coloro che si lasciano tentare alla conversione in grazia alle promesse economiche non sono cristiani protestanti, indù, buddisti ecc. ma cristiani cattolici delle Filippine, i quali, provenendo da situazioni di grande povertà, si convertono in percentuali che raggiungono fino al 50%, confermando che per alcuni qualche denaro può valere più della propria dignità e del proprio dio. Ma se pensavate che la via del portafoglio fosse un po’ fuori dalla norma, la storia di tante donne ci racconta qualcosa d’altro e questo è il caso di una celebre poetessa indiana, Madhavikkutty (1934 – 2009) che, nata in una famiglia di indù con antenati reali, dopo la morte del primo marito, si innamora di Sadiq Ali, un erudito islamico e membro della Lega musulmana. Nel 1999 all'età di 65 anni, la poetessa assume il nome Kamala Surayya e si converte all’islam per sposarsi. Però dopo la conversione, la popolare autrice scrisse nella sua autobiografia che: "la vita è cambiata per me dal 14 novembre quando un giovane di nome Sadiq Ali è entrato per incontrarmi: ha 38 anni e ha un bel sorriso, poi ha iniziato a corteggiarmi al telefono da Abu Dhabi e Dubai, recitando i distici in urdu e raccontandomi cosa mi avrebbe fatto dopo il matrimonio, presi la mia infermiera Mini e andai a casa sua con la mia macchina, rimasi con lui per tre giorni: c'era un fiume illuminato dal sole, alcuni alberi e molte risate. Mi ha chiesto di diventare una musulmana, cosa che ho fatto al mio ritorno a casa". Ma, come capita a molte di queste donne forse un po’ credulone che sono disposte a cedere anche la propria religione per amore, lui sparisce dalla sua vita, forse in cerca di altre donne per il suo harem virtuale di donne da convertire. Madhavikkutty poi scrisse onestamente: "mi sono innamorata di un musulmano dopo la morte di mio marito, è stato gentile e generoso all'inizio, ma ora sento che non si dovrebbe cambiare la propria religione. non ne vale la pena".
Matteo Cornelius Sullivan
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