Roma - Quando inizia la conquista, l’America Latina conta milioni di #Indios. Erano 12 milioni un secolo dopo. In #Brasile erano circa 3milioni.
Oggi sono poche decine di migliaia. Ai prima del 1900 eranoscomparse 90 delle 230 tribù.Oggi che, per l’esiguo loro numero e lo stato di prostrazione in cuisi trovano, gli indios non rappresentano per il colonizzatore ragione di preoccupazione, il loro sterminio non s’è arrestato.Durante i primi secoli di colonizzazione gli indios, per sfuggire al massacro, si diressero verso l’interno del paese e iniziò anche il grande esodo verso il nord, lungo la costa.
È di questo periodo, ad esempio, la marcia del gruppo Tupì diretto alla «terra dove non si muore»1.Gli indios Caetès e Tupinambàs fuggirono verso il Maranhao eParà (direzione nord). Quanto alle migrazioni verso l’interno, la piùimportante è quella effettuata agli inizi del secolo XVI da più di 12 milaTupì. 300 solo riuscirono a sopravvivere, raggiungendo Chachapoya(Perù).
L’altra #migrazione tupinambà verso l’interno è degli anni tra il1530 e il 1612. essi attraversarono tutto il territorio brasiliano e si fermarono lungo le sponde del rio Madeira.
Nel secolo XVI si misero in movimento i #Tapirapès, che, a loro volta, raggiunsero il rio #Araguaia. Nel secolo XVII ancora gruppi diTupinambàs fuggirono verso la Valle del rio Tocantins.
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