Bella Estate di Milano. A Palazzo Reale una mostra dedicata a Piero Guccione Opere 1963/20

Giovedì
14:17:33
Luglio
10 2008

Bella Estate di Milano. A Palazzo Reale una mostra dedicata a Piero Guccione Opere 1963/20

Ottanta opere che ripercorrono la carriera di uno dei massimi esponenti della figurazione contemporanea. Dal 10 luglio al 21 settembre, Palazzo Reale ospiterà la mostra "Piero Guccione – Opere 1963 - 2008”, promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Torcular e Finarte.

View 135.9K

word 1.4K read time 6 minutes, 51 Seconds

Milano: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, dal 10 luglio al 21 settembre 2008, presenta a Palazzo Reale Piero Guccione - Opere 1963 - 2008 una mostra nata da un progetto di Vittorio Sgarbi e organizzata da Torcular. Dopo l’antologica di Palazzo Dugnani del 1986, e la rassegna di opere recenti del 1998, a Palazzo Reale, torna a Milano, nella stessa sede dell’ultima esposizione, Piero Guccione, uno dei massimi esponenti in assoluto della figurazione contemporanea, non solo nazionale.
l’esposizione, composta da circa ottanta opere, realizzate nelle tecniche predilette dell’olio su tela e del pastello su carta, ripercorre quasi per intero, dal 1963 ai nostri giorni, la carriera e il cursus espressivo di Guccione, nel suo evolversi come un tragitto di andata e ritorno, logistico e intellettuale, dal luogo natale a quello dell’iniziazione culturale, e viceversa.
Si parte dagli anni romani, quando il siciliano Guccione, nato a Scicli (RG) nel 1935, dopo la formazione all’Accademia delle Belle Arti e in parallelo al coinvolgimento in alcune missioni archeologiche nel Sahara, si afferma subito come uno degli uomini di punta della Nuova Figurazione locale, fra impegno sociale, fedeltà all’arte mimetica, autonomia lirica e dimensione esistenziale, guardando sia a Renzo Vespignani, con il quale condivide la militanza nel gruppo ‘Il Pro e il Contro' (1961-64, insieme a Attardi, Aymonino, Calabria, Guerreschi, Gianquinto, Farulli, Ferroni, i critici Micacchi, Del Guercio, Morosini), sia a Renato Guttuso, di cui è assistente all’insegnamento, ma del quale non condivide le medesime inclinazioni espressioniste. Tipici della cifra di Guccione di questi anni, fondata su un grande magistero tecnico, ma dal taglio modernamente innovativo, sono i Muri, i Balconi, i Giardini, le Finestre, le Attese, con gli oggetti che diventano il correlativo tangibile della condizione psicologica, poeticamente assorta, di chi li evoca; soprattutto i paesaggi “modernizzati“, inclusi, piuttosto impropriamente, nell’iconografia della Pop Art italiana, con scenari naturali di sapore antico, memori dell’eredità classica, che vengono contaminati dai segni ingombranti della civiltà industriale.

Nel 1979, seguito da Sonia Alvarez, Guccione torna a Scicli, dai cui dintorni non si sarebbe più mosso, e dove sarebbe diventato di riferimento a uno specifico gruppo di artisti (fra gli altri, Sonia Alvarez, Franco Sarnari, Franco Polizzi, Carmelo Candiano, Giuseppe Puglisi, Giuseppe Colombo, Giovanni La Cognata, Piero Roccasalva, Gugliemo Puzzo, Salvatore Paolino, Piero Zuccaro), accomunati da analoghe finalità espressive. La natura, mitica, eterna, mediterranea, rappresentata nell’intento di cogliere il passaggio dallo stato di contemplazione al sentimento dell’assoluto, diventa il tema dominante dell’arte di Guccione. Se, fino ai primi anni Ottanta, Guccione è ancora interessato a esplorare i confini fra realismo e astrazione, nei successivi si concentra su una natura sempre più rarefatta nelle geometrie essenziali che le inquadrature, da obiettivo fotografico, accentuano al massimo, esaltando, per esempio, il significato simbolico dei carrubi, residui di tempeste nei pastelli della serie Dopo il vento d\\\'Occidente, o delle linee d'orizzonte, che sfumano le differenze fra entità supreme come il mare, prediletto dall’artista, il cielo, la terra. È diventato il Romanticismo ottocentesco di Friedrich e di Leopardi, fra senso nordico del sublime e mediterraneo dell’infinito, il principale referente culturale di Guccione, ispirando per i suoi paesaggi siculi, immersi in silenzi metafisici che la presenza dell’uomo può solo intaccare, inesauribili varianti, tipologiche, cromatiche, liriche, ma tutte riportabili ad un'unità originaria, un bisogno interiore di purezza primordiale. Nel contempo, Guccione non abbandona la riflessione sulla storia dell’arte, confrontandosi direttamente, nella serie dei d'après, con alcuni celebri capolavori, fra gli altri, dell’amato Michelangelo, di Masaccio, Caravaggio, Giorgione, Vermeer, Signorelli, Le Nain; né il carattere filosofico della sua arte gli impedisce di cimentarsi con applicazioni diverse della sua poetica, in particolare con l’illustrazione e la scenografia.

Piero Guccione. Opere 1963/2008
Ideazione: Vittorio Sgarbi
Sede: Palazzo Reale - Piazza Duomo 12 Milano
Inaugurazione 9 luglio, ore 18.30
Apertura al pubblico 10 luglio - 21 settembre 2008
Organizzazione Torcular, Milano - torcular@torcular.it
Catalog : Skira
Testi critici Vittorio Sgarbi


dechirico_manichino_giocattoli_20080417103516

“Nel mio lavoro, di solito, il significato non è la molla che fa scattare l’immagine né la gioia di inseguirla. è la seduzione dell’oggetto l’elemento primario: la sua pregnanza fisica e figurale che in genere mi spinge a tentarne l’interpretazione e a darne visione... Le mie scelte sono quasi sempre dettate dall’istinto, prodotte dall’immaginazione con le più strane e disparate associazioni, senza alcun vincolo se non per il rigore della forma e dell’esecuzione... Confesso che sempre meno mi interessa conoscere, sapere e capire il mondo. Preferisco affidarmi alla verità, alle contraddizioni, alle infinite controverse ingiunzioni della corporeità.“
Piero Guccione

“Guccione non rincorre la verdad nel molteplice. Dipinge il vento, le nuvole, il frangere della risacca, la luce che precede il tramonto, non avvertendoli mai come manifestazioni del molteplice. Il molteplice è l’antitesi dell’assoluto, dove sta l’uno non sta l’altro... A Guccione interessa l’assoluto, senza dubbio alcuno. l’assoluto immanente nella natura, il celeste contagiato di terra, mai totalmente puro, che va scattivato, come dicevano una volta gli scalpellini, per liberare la pietra preziosa dalle inevitabili impurità umane. Come un maestro zen, fra Sicilia e Giappone, Guccione si propone di contemplare l’assoluto, cercando, con mestiere tecnico straordinario, l’essenza nella lampante semplicità di ciò che vede...“
Vittorio Sgarbi

“La morte è la cosa più lontana, la più estranea e assente nella visione di un cielo stellato, così come i sentimenti d'angoscia e di paura. Solo stupore, e uno sconfinato senso di meraviglia, di commozione per tanto e sublime ordine, oltre alla gratitudine profonda verso la vita che ci offre questo alto e silenzioso spettacolo. Prima di finire, mi piacerebbe poter dire tutto questo con la pittura, più compiutamente di quanto ho fatto fino ad oggi: almeno tentarlo, consapevole della difficoltà dell’impresa.“
Piero Guccione

“I quadri di Guccione, belli, solenni, appassionati, hanno un vigore contemplativo che rende difficile considerarli semplicemente rilevanti. Quando saranno concluse tutte le rassegne, costruite le scuole, ratificate le clamorose transazioni d'influenza, queste opere continueranno a parlare nel loro registro necessario di singolarità, di amore per la pittura stessa.“
Susan Sontag

“La pittura come il mare: toujours recommencée. Cos'è il dipingere un quadro, se non immergersi i questo sentimento oceanico in cui, dall’istante presente, si entra in questo luogo senza frontiere e in questo tempo senza fine? ... Dipingere il mare, ritornare alle origini della vita, è come rinnovare l’atto pittorico, come se mai nessuno avesse dipinto...Il mare è principio di paternità, il richiamo del mondo in cui vivono gli dei e gli eroi, al di là delle paludi dell’infanzia, posta sotto il segno della madre...“
Jean Clair

“Guccione ha la capacità e soprattutto il talento di saperci comunicare le sue prime emozioni. Non le conserva solo per sé stesso. Le utilizza, le lavora, le espone. Sono mediterranee, scendono dalla magia di un cielo stellato, cadono nell’acqua per disegnare poi un paesaggio, un viso, il volto di una donna che volta le spalle all’amore, un corpo proteso nella violenza del silenzio verso l’attesa.“
Tahar Ben Jelloun

“Il semplice vedere è già un creare. Dipingere significherà quindi creare due volte, e rubare due volte, se è vero che in ogni pittore si nasconde la figura bifronte di un ladro e di un dio. Vale, questo privilegio, a maggiore titolo per Piero Guccione. Salvo che in lui, quanto è più schivo e pudico il dio, tanto più clamorosamente si esibisce il ladro di luce.“
Gesualdo Bufalino

“La bella pittura deve essere piatta, come voleva Degas (che la faceva); e la piattezza è divina - cioè peculiare alla pittura, essenza, necessità, ineffabilità - come commentava Valéry (che se ne intendeva). Alla pittura di Guccione è dunque peculiare la smarrita - per altri - platitude. Che non è da intendere nel senso della banalità quotidiana, della svogliante abitudine, dell’accidioso spegnersi del mondo intorno a noi; ma tutt'al contrario: come una fuga dalle sensazioni, e cioè dal tempo, per andare (e restare) oltre.“
Leonardo Sciascia

FOTO : Renato Guttoso,Gabbia bianca e foglie,1940-41,cm 45x50

Source by Redazione


LSNN is an independent editor which relies on reader support. We disclose the reality of the facts, after careful observations of the contents rigorously taken from direct sources, we work in the direction of freedom of expression and for human rights , in an oppressed society that struggles more and more in differentiating. Collecting contributions allows us to continue giving reliable information that takes many hours of work. LSNN is in continuous development and offers its own platform, to give space to authors, who fully exploit its potential. Your help is also needed now more than ever!

In a world, where disinformation is the main strategy, adopted to be able to act sometimes to the detriment of human rights by increasingly reducing freedom of expression , You can make a difference by helping us to keep disclosure alive. This project was born in June 1999 and has become a real mission, which we carry out with dedication and always independently "this is a fact: we have never made use of funds or contributions of any kind, we have always self-financed every single operation and dissemination project ". Give your hard-earned cash to sites or channels that change flags every time the wind blows , LSNN is proof that you don't change flags you were born for! We have seen the birth of realities that die after a few months at most after two years. Those who continue in the nurturing reality of which there is no history, in some way contribute in taking more and more freedom of expression from people who, like You , have decided and want to live in a more ethical world, in which existing is not a right to be conquered, L or it is because you already exist and were born with these rights! The ability to distinguish and decide intelligently is a fact, which allows us to continue . An important fact is the time that «LSNN takes» and it is remarkable! Countless hours in source research and control, development, security, public relations, is the foundation of our basic and day-to-day tasks. We do not schedule releases and publications, everything happens spontaneously and at all hours of the day or night, in the instant in which the single author or whoever writes or curates the contents makes them public. LSNN has made this popular project pure love, in the direction of the right of expression and always on the side of human rights. Thanks, contribute now click here this is the wallet to contribute


Similar Articles / Bella Es...e 1963/20
from: ladysilvia
by: MilanoFoodLab