Milano: Il 16 marzo scorso la prima Sezione Penale del Tribunale Ordinario di Milano ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dei titolari di due imprese che hanno violato la libera concorrenza e determinato l’alterazione della par condicio tra i concorrenti di una gara indetta dal Comune di Milano. Le gara riguardava alcuni interventi di manutenzione alla scuola media di via Solferino.
“Con questa sentenza del tribunale penale milanese " commenta l’assessore ai Lavori pubblici e Infrastrutture Bruno Simini - abbiamo l’ennesima conferma che i controlli effettuati dall’Amministrazione negli appalti pubblici sono estremamente rigorosi e, soprattutto, che le nostre segnalazioni sono sempre motivate e ricevono sempre pieno riconoscimento anche da parte dell’Autorità giudiziaria. Nell’ultimo anno e mezzo, ben 11 sentenze penali relative a irregolarità nelle gare d’appalto, in cui erano coinvolte almeno una ventina di imprese, hanno confermato che i nostri sospetti erano assolutamente fondati”.
I controlli effettuati dall’Amministrazione in fase di gara hanno permesso di individuare diversi indizi che facevano presumere forme di collegamento sostanziale tra le due imprese, in violazione al Patto di Integrità . Si tratta dei “Patti d’integrità per la trasparenza”, in cui l’operatore si impegna a conformare i propri comportamenti ai principi di lealtà , trasparenza e correttezza che Milano, prima città in Italia e tra le prime in Europa, ha adottato e imposto a tutte le imprese che partecipano alle gare d’appalto.
L’accertamento di questi elementi ha determinato l’immediata esclusione delle imprese dalle gare e la denuncia, da parte dell’Amministrazione, all’Autorità giudiziaria.
I titolari delle imprese sono stati entrambi condannati a 7 mesi di reclusione e al pagamento di 600 euro di multa oltre alle spese processuali. Gli imputati sono stati inoltre condannati a risarcire il Comune di Milano che si era costituito parte civile nel processo. Il Tribunale ha inoltre riconosciuto a favore del Comune la somma di 20.000 euro, a titolo di provvisionale.
Le denunce del Comune, negli ultimi anni, riguardano 139 imprese e le esclusioni fino a oggi sono state 423. L’importo delle gare interessate ammonta a una cifra complessiva di circa 122 milioni di euro.
“Il Comune, in collaborazione con la magistratura " conclude Simini -, ha dimostrato di saper lavorare bene, ottenendo ottimi risultati. Ricordo, infatti, che una condanna definitiva per turbativa d’asta impedisce alle imprese di partecipare a gare pubbliche. Sono certo che questi provvedimenti, uniti all’atteggiamento rigoroso del Comune, abbiano il potere di scoraggiare chi vuole delinquere”.
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