Milano: “Il fermo di due tunisini accusati dell’omicidio di un connazionale conferma una netta sensazione: che a Milano sia ormai in atto uno scontro tra bande di stranieri per motivi sempre legati ai reati che destano maggiore allarme sociale: spaccio, rapine, gestione del racket della prostituzione o dell’elemosina, violenze sessuali. La riprova di questo cambiamento epocale sul piano della sicurezza lo abbiamo dai dati diffusi dal provveditore regionale alle carceri Luigi Pagano: oggi, quasi 8 detenuti su 10 a San Vittore non sono italiani, mentre dieci anni fa lo erano solo 5 su 100”.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
“Tutti i dati statistici - spiega De Corato -, non ultimi quelli dei militari impiegati a presidio delle aree a rischio della città (85 % di arresti e 80% delle denunce sono a carico di stranieri), danno lo stesso quadro. I numeri confermano inoltre che la maggior parte dei delinquenti stranieri è rappresentata da clandestini (la stima è l’80% dei reati). Il quadro è dunque chiarissimo e invita a concentrare la massima attenzione su questo aspetto. E pensare che c’è ancora qualcuno che si ostina a ritenere i reati commessi da questi soggetti faccende di microcriminalità . Ma intanto - sottolinea De Corato - i 40 mila clandestini stimati dall’Ismu lo scorso anno sono rimasti tali. Nessuno se ne va, la Polizia Municipale ne scopre almeno tre al giorno. Perchè è qui il Paese di Bengodi, dove la detenzione c’è, nessuno lo nega, ma 7 volte su 10 in carcere ci si sta non più di tre giorni. Dunque vale la pena di rischiare”.
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