Padova: La richiesta promossa dallAssessore di Gaeta Ciano è demenziale e frutto dellesibizionismo di un singolo, tuttavia non ci meraviglia. Nessuno si sarebbe sognato neppure di pensarla nell’ultimo dopoguerra. Sino ad allora, il Risorgimento, la coscienza e l’orgoglio nazionali erano tali che persino il Fronte popolare si presentavano alle elezioni con un effige di Garibaldi; ed al referendum del 1946 in tutto il Mezzogiorno la Monarchia ne era uscita in larga maggioranza. Poi, poco alla volta, si è cominciato non solo ad intensificare gli attacchi a Casa Savoia, ma anche a demonizzare il Risorgimento, l’Unità d'Italia, con argomentazioni che sono divenute più persuasive mano a mano che scomparivano i testimoni dell’epoca. Mi sembra che tutto ciò faccia parte di un programma che rende più facile la disgregazione: il Nord contro il Sud e la supremazia delle Regioni sullo Stato Nazionale. Lassedio di Gaeta non è stato lassedio dei Savoia. E stata unoperazione del processo risorgimentale dello Stato Italiano. Se Gaeta crede di aver sofferto dei danni per quellassedio dovrebbe rivolgersi allo Stato non agli Eredi della Dinastia che promosse lUnità allItalia. Di questo passo potremmo innescare una serie di cause contro gli eredi di Napoleone, degli Asburgo, etc. Alemanno potrebbe fare causa ai discendenti di Nerone per aver bruciato Roma! o il Sindaco di Messina di avviare azione risarcitoria ai discendenti dei Borbone per il bombardamento ordinato nel 1848 da Ferdinando II su una città inerme, mentre Gaeta era presidiata e rispondeva al fuoco. Cogliamo loccasione per lanciare lallarme ed invitare tutti a recuperare la conoscenza della cultura italiana e per ritrovare lorgoglio di essere italiani prima di tutto. Filippo Bruno di Tornaforte
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