Le accuse che vanno dal traffico illecito di rifiuti al falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, coinvolgono tra gli altri una vice di Bertolaso, sono i risultati clamorosi frutto di una operazione dei carabinieri del NOE andata sotto il codice "Rompiballe".
Tra le accuse contestate c’è infatti quella di aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura pronte per essere inviate ad un termovalorizzatore, venissero aperte e il contenuto veniva inviato in una discarica.
l’ordinanza di custodia documentata in oltre 650 pagine è stata emessa dal gip Rosanna Saraceno, su richiesta del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, gli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell’Impregilo.
Un duro colpo inferto anche all’entourage dell’ex commissario Guido Bertolaso, anche se vengono comunque escluse le voci di un'eventuale iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Bertolaso.
l’inchiesta ha rilevato che era stato messo in piedi un sistema incentrato su un'attività di lavorazione assolutamente fittizzia dei rifiuti, alcuni dei quali non veniva nemmeno sottoposta al trattamento di stabilizzazione necessario per eliminare i cattivi odori ed igienizzare i rifiuti, rendendo di fatto le ecoballe della semplice spazzatura impacchettata, che una volta rientrata in discarica, ne veniva lacerato l’involucro e i trattori passavano più volte al giorno sugli stessi facendoli apparire come normale spazzatura che quindi era formalmente autorizzata a stare in discarica.
Dall’inchiesta sono emerse anche analisi false per "accompagnare" questi rifiuti nei siti di smaltimento. Per gli inquirenti si era instaurata una "consolidata e articolata rete di complicità all’interno della struttura commissariale" da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano "i precisi compiti di vigilanza sulle attività di lavorazione dei rifiuti affidata alle societa' Fibe e Fisia", dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali.
Il tutto "con l’assoluta complicita' di dipendenti e collaboratori" di Fibe e Fisia, che determinava una realta' "di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione degli stessi e illecito smaltimento nelle discariche, con grave pregiudizio per l’ambiente e la salute pubblica".
Fra gli indagati agli arresti domiciliari vi sono tra gli altri, Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l’attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti i responsabili dei sette impianti di Cdr in Campania, l’amministratore delegato Roberto Cetera e il direttore tecnico Lorenzo Miracle dell’Ecolog, l’azienda incaricata dei trasporti in Germania, e il maresciallo dei carabinieri Rocco De Frenza, distaccato presso la protezione civile.
l’avviso di garanzia al prefetto Alessandro Pansa si riferisce a una ordinanza del 18 dicembre dello scorso anno, con la quale si stabiliva l’opportunità di regolare le prestazioni che doveva effettuare la Fibe e in cui si sarebbe omesso di indicare che la Fibe era interdetta dal trattare con la pubblica amministrazione.
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