“Pensavo che un ’eroe’ dovesse essere un personaggio solenne, sempre serio e anche un po’ triste. Cioè il contrario di mio padre: un uomo semplice alla mano e così allegro! Dopo anni ho capito che mio padre era veramente un eroe”. Alessandro Giuliano parla così di suo padre Giorgio Boris Giuliano assassinato in un bar sotto casa, con 7 colpi di pistola alle spalle sparati da Leoluca Bagarella.
Giorgio Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, viene ricordato dai colleghi e da tutto il personale della Polizia di Stato con affetto e commozione nel giorno del 28^ anniversario della sua morte. Era il 21 luglio del 1979 e poco tempo prima del suo omicidio il poliziotto "americano", come fu definito, aveva scoperto un traffico di droga fra la Sicilia e gli Stati Uniti. Aveva individuando una base operativa della mafia a Corleone (Pa) sequestrando, all’aeroporto di Punta Raisi, 5 chili di eroina e due valigie con cinquecentomila dollari. Tra le molte vicende di cui si è occupato c’era anche la misteriosa scomparsa del giornalista Mauro De Mauro.
"Era un mito Boris" ha avuto modo di scrivere il giornalista Francesco La Licata esperto di storia della mafia. "Il primo a capire l’importanza dei soldi nella scala dei disvalori mafiosi; il primo ad aver 'osato' convocare nel suo ufficio don Tano Badalamenti.... il primo ad aver avvertito la necessità di affinare le tecniche poliziesche alla scuola dell’Fbi di Quantico. Il primo a essere considerato 'sbirro americano'... e il primo di cui si servì Giovanni Falcone, utilizzandone la vasta eredità investigativa".
Chi era Giorgio Boris Giuliano
Boris Giuliano, nato a Piazza Armerina (Enna) il 22 ottobre del 1930, divenne funzionario di pubblica sicurezza nel 1963. Fu subito assegnato alla questura di Palermo.
Investigatore appassionato e moderno, specializzatosi alla nota Accademia dell’Fbi, intuì ben presto che le organizzazioni criminali avevano abbandonato i tradizionali percorsi per dedicarsi al traffico di droga ed al riciclaggio. Durante la sua carriera gli sono stati attribuiti meriti speciali e numerosi riconoscimenti per operazioni di polizia.
Dirigente della squadra mobile di Palermo dal 20 ottobre 1976 dimostrò subito notevole capacità professionale e grande spirito di sacrificio ottenendo brillanti risultati nell’azione di contrasto alla criminalità . In quegli anni arrestò alcuni tra i più noti latitanti dell’epoca, tanto da ricevere numerosi attestati e riconoscimenti ed una promozione per merito straordinario. È stato riconosciuto vittima del dovere e gli è stata conferita la medaglia d'oro al valor civile alla memoria.
Gli uffici della squadra mobile di Palermo sono oggi ospitati in un edificio a lui intitolato.
http://www.poliziadistato.it
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