Parmalat Milano con istituti bancari e funzionari indagati

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MILANO - Aumentano gli indagati per il crac della Parmalat: e l’inchiesta sale di un livello. Dopo Tanzi, Tonna e soci, dopo i revisori dei conti, la procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati funzionari e dirigenti delle banche che negli ultimi tempi avevano condotto operazioni "sospette". Una decina di persone in tutto. Nomi e cognomi sono coperti dal massimo riserbo, tanto che gli inquirenti hanno deciso di secretarli.

Un muro di silenzio dal quale trapela solamente che gli istituti di credito coinvolti nell’inchiesta milanese (sia pure indirettamente) sarebbero sette: gli indagati sarebbero infatti dipendenti di Banca popolare di Lodi, Nextra (il gestore dei fondi di Banca Intesa), Morgan Stanley, Bank of America, Citibank, Deutsche Bank, Ubs. E non è tutto: perché nelle prossime ore potrebbero essere chiamate in causa anche le persone giuridiche. Nessun coinvolgimento invece per Capitalia e Banca Intesa, i cui nomi vennero fatti direttamente da Calisto Tanzi nel verbale del 30 dicembre scorso.

La formalizzazione dell’accusa nei confronti dei dipendenti delle banche è stata decisa la settimana scorsa dai pubblici ministeri Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino, che indagano per aggiotaggio e riciclaggio. Un passo inevitabile, arrivato al termine di una piccola campagna di perquisizioni condotta (e, probabilmente, non ancora terminata) dai finanzieri del nucleo provinciale di Milano che nel giro di un paio di settimane hanno sequestrato nelle sedi degli istituti tutti gli incartamenti relativi alle ultime operazioni finanziarie del gruppo Parmalat.

Gli investigatori sembrano particolarmente interessati a due di queste: quella del bond Nextra (con il ricollocamento presso Deutsche Bank e Banca Popolare di Lodi) e quella del "Totta bond", operazione condotta insieme con l’Ubs e la banca di Lisbona (con sede legale alle isole Cayman). Due manovre caratterizzate entrambe da una sorta di "paracadute" - sia pure ottenuto attraverso strumenti finanziari diversi - che le banche avrebbero preteso per scaricare sulla stessa Parmalat il rischio in caso di difficoltà del titolo.

di ETTORE LIVINI e MARCO MENSURATI
FONTE: REPUBBLICA

Parmalat, alcuni funzionari di banche indagati a Milano - fonti- 

MILANO - La procura di Milano che indaga sul dissesto finanziario di Parmalat ha iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di concorso in aggiotaggio alcuni funzionari di parte degli istituti di credito e delle società oggetto delle perquisizioni disposte dai magistrati nelle scorse settimane.

Lo hanno riferito fonti giudiziarie, aggiungendo che sono state iscritte sul registro degli indagati, come "persone giuridiche", anche gli istituti per cui quei funzionari hanno lavorato.

Le fonti non hanno specificato quanti funzionari e di quali istituti siano già stati iscritti.

Nell’ambito dell’inchiesta, la Guardia di Finanza ha fatto visita nelle scorse settimane per perquisizioni e/o acquisizioni di atti presso gli uffici milanesi di Bank of America -- un ex funzionario della quale, Luca Sala, è da tempo indagato per aggiotaggio -- quelli di una controllata Citigroup, quelli di Morgan Stanley, quelli di Nextra, sgr di Banca Intesa, di Deutsche Bank, e quelli di Popolare di Lodi dove si erano limitati ad acquisire documenti.

Venerdì scorso infine le Fiamme Gialle hanno perquisito gli uffici milanesi di Ubs in relazione a un bond da 420 milioni di euro di cui Ubs è stato arranger e legato a un ulteriore bond emesso da Banca Totta, colosso bancario spagnolo Banco Santander Central Hispano.

Oltre alle banche, la Gdf ha perquisito nelle scorse settimane la sede milanese di Standard & Poor's e quella delle due società di revisione coinvolte nell’inchiesta, Grant Thornton spa e Deloitte.

Oggi i militari della Finanza hanno interrogato come testimoni un dirigente di Ubs e uno di Bank of America, già sentito il mese scorso.

I pm Francesco Greco, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino stanno ultimando la preparazione del nuovo capo di imputazione di aggiotaggio -- anche con le risultanze delle ultime perquisizioni -- che sarà alla base degli imminenti inviti a comparire che la procura invierà agli indagati in vista della richiesta di processo con rito immediato.

Questo a patto che la Cassazione non decida invece nelle prossime settimane di trasferire anche l’inchiesta per aggiotaggio presso la procura di Parma -- che già sta indagando per associazione a delinquere, bancarotta e falso in bilancio -- come richiesto dai legali di alcuni degli indagati, fra i quali l’ex patron di Parmalat Calisto Tanzi.

FONTE: REUTERS

Parmalat. La Guardia di Finanza perquisisce la sede dell’Ubs a Milano
Gli investigatori della Guardia di Finanza da questa mattina stanno perquisendo la sede milanese dell’UBS. Al centro della vicenda 400 milioni di euro di bond gestiti nel 2003. Il sospetto degli inquirenti è che l’Ubs abbia tenuto "una condotta agevolatrice dell’aggiotaggio".

Il nome dell’Unione Banche Svizzere viene evidenziato tra le carte allo studio dei magistrati che indagano sulla vicenda Parmalat, all’inizio di gennaio. I titoli acquistati non furono collocati presso alcun investitore e l’operazione, secondo quanto fu riferito da un portavoce della banca, era stata coperta.

Secondo altre fonti investigative, gli inquirenti del caso Parmalat starebbero però cercando di far luce anche su una operazione più recente relativa ad un passaggio di titoli Banco Totta (Gruppo Santander).

FONTE: RAINEWS24