Vacanze: come si torna?

MILANO -- Il rientro dalle vacanze e la ripresa della vita di tutti i giorni con la sua routine, lavoro compreso, può essere un momento di tragedia, una seccatura o una consolazione per milioni di persone. Ci si può sentire depressi o sollevati o addirittura accorgersi di aver acquisito uno slancio di rinnovata creatività nel proprio lavoro.

"Ci sono tanti modi di tornare dalle vacanze quante sono le persone - osserva lo psichiatra milanese Alessandro Calzeroni - dipende dalla psicologia di ciascuno, ma anche dalla risposta alle aspettative di cambiamento, di riposo e di appagamento che lo "stacco" prodotto dalla vacanza ha indotto in ognuno di noi".

"Se ho qualcosa che mi polarizza - famiglia, fidanzata/o etc. - tornare alla vita di tutti i giorni non mi costerà molto - spiega Calzeroni - anzi sarà proprio quella che mi spingerà , invoglierà e infine prevarrà sulle sensazioni lasciate dalla vacanza, per quanto piacevoli esse siano state".

"Ma se non c’è niente che mi aspetto dal futuro, allora il rientro non acquisterà importanza e di conseguenza peserà di più il bilancio della vacanza appena finita - se è stata piacevole - che influenzerà il rientro rendendolo più pesante e difficile".

"Poi influisce comunque sempre il rapporto che si ha con il proprio lavoro. È chiaro - aggiunge lo psichiatra - che se ho con il mio lavoro un buon rapporto tornerò dalle vacanze con la voglia di riimmergermi completamente nel mio lavoro. In questo caso la vacanza potrebbe addirittura offrire nuova linfa all’attività lavorativa".

"Chi ama molto il proprio lavoro, sfrutta generalmente la vacanza come momento di riflessione e di pianificazione per la propria attività . Non dimentichiamo - conclude Calzeroni - che i capi, le idee e le strategie più perverse le elaborano proprio durante le vacanze".