Passata la festa, passata la paura. La Pasqua carica di tensione, annunciata dall’allarme terrorismo lanciato dal dipartimento di stato statunitense, che metteva in guardia i cittadini americani sul rischio attentati in quattro città italiane - Firenze, Venezia, Verona e Milano - è trascorsa serena. Certo, moltiplicati i controlli, numerosi i poliziotti e i carabinieri, molti i timori, al punto che ieri si sono alzati in volo due caccia per intercettare un piccolo aereo privato, pilotato da un tedesco, che volava su Venezia senza rispondere ai richiami.
Ma era un falso allarme, così come falsa era la telefonata che stamattina alle otto segnalava una bomba a palazzo Ducale a Venezia. Solo uno scherzo, forse per il primo d'aprile, ma uno scherzo di pessimo gusto.
E così, al Viminale adesso tirano un sospiro di sollievo, dopo che la nota americana diffusa cinque giorni fa aveva creato anche numerosi malumori, costringendo il ministro dell’interno non solo a minimizzare il pericolo ma ad andare nella domenica di Pasqua a Firenze e a Venezia per dare un messaggio di sicurezza.
E adesso? Per il futuro, il Viminale spera che gli americani siano più cauti prima di lanciare questo tipo di allarmi, che peraltro sono il frutto di segnalazioni che provenivano dall’Italia.
Erano stati infatti i carabinieri a parlare di un possibile attentato con esplosivi. E dalle informazioni raccolte l’unico elemento chiaro erano due parole, festa e piccione.
Da qui, l’ipotesi che qualche gruppo terroristico avesse intenzione di colpire in un giorno di festa e in un luogo affollato di piccioni. Tutto questo è bastato al dipartimento di stato americano per diffondere l’allerta sull’Italia, non limitato solo alla Pasqua. Il rischio potrebbe perdurare anche nelle prossime settimane e in particolare per i giorni del ponte del 25 aprile. Per questo, misure di sicurezza saranno mantenute per quella data, anche se l’allarme rosso è cessato.
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