GABRIELLA FERRI: LA DIFFICILE ARTE DI ESSERE VERI COLPITA DALLA DEPRESSIONE

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ROMA - Sara' allestita nella Protomoteca del Campidoglio la camera ardente per Gabriella Ferri. Lo ha annunciato il sindaco di Roma, Walter Veltroni, al termine di un incontro coi parenti della cantante.

l’apertura è prevista per martedi' alle ore 16,''se - ha spiegato Veltroni - come prevedibile, il magistrato dara' nel frattempo il via libera''.
La Protomoteca rimarra' aperta fino alle 18,30 di mercoledi', quando si terra' una cerimonia. Il giorno dopo alle 11 si svolgeranno -secondo il programma annunciato oggi- i funerali nella chiesa romana di S.Maria Liberatrice.

Stamani, intanto, la salma di Gabriella Ferri è stata trasferita al Policlinico Gemelli per gli accertamenti medico-legali. Al termine dell’ incontro con i giornalisti, i familiari hanno ribadito che la cantante è morta per un incidente,'cadendo dal balcone della sua abitazione dopo un malorè.

ROMA - Gabriella Ferri mancava dalle scene da molti anni ma non era mai stata dimenticata. l’annuncio del suo ritorno era diventato una malinconica consuetudine per quanti non hanno mai smesso di sperare in un suo ritorno, e, soprattutto, nella conclusione della perenne lotta con i suoi fantasmi.

''Non abito più a Campo dei Fiori ma dopo trent'anni ogni volta che ci torno la gente mi abbraccia. Ecco perché mi manca tanto. Cio' che mi manca di più pero' è il canto: in questi anni molti artisti sono tornati a casa: l’ho fatto anch'io, mi ci vedete a cantare 'Le Mantellatè tra un quiz e un altro'''. In questo autoritratto Gabriella Ferri ha riassunto tutte le cose più importanti della sua vita, Roma, la musica, la frattura insanabile con la realta' del presente. Gabriella Ferri rimane un caso unico di artista che rimasta coerentemente fedele alle sue origini d'interprete folk riuscita a portare la sua arte al grande pubblico anche quello televisivo e, soprattutto, a rimanere nell’affetto della gente anche a dispetto delle mode e dei cambiamenti di stili e di epoche.

Aveva cominciato, lei che è uno dei simboli della Roma della poesia e della canzone, all’Intras Club di Milano negli anni '60: poi al Bagaglino di Roma ha trovato il palcoscenico da dove cominciare la sua avventura con gli stornelli romani. Poi via via con il successo sono arrivate anche le apparizioni in televisione dove il suo temperamento naturalmente teatrale ha trovato l’evoluzione ideale: erano gli anni '70 ed erano ancora i tempi dei grandi varieta' televisivi come ''Senza retè' e ''Dove sta Zaza''' dove con ''Semprè', la sigla di chiusura, ha lasciato una delle pagine più belle della storia della musica italiana in televisione. In televisione sono venuti poi titoli famosi come ''Mazzabubu''',''Giochiamo al varieta''' e, più di recente, nell’ambito di uno dei suoi tanti ''ritorni'' ''Biberon''. Oltre alle più famose canzoni della tradizione romana la Ferri ha anche saputo interpretare in modo personale e profondo anche quelli della tradizione napoletana, l’altro grande patrimonio della nostra cultura popolare. ''Se tu ragazzo mio'',''Ciccio Formaggio'',''Lassatece passa''',''Rosamunda'',''Tutti al marè',''Vecchia Roma'' sono alcuni dei titoli più famosi di Gabriella Ferri che ha nel suo curriculum anche un'apparizione al Festival di Sanremo in coppia con Steve Wonder con il quale canto' ''Il sole è di tutti''. Nel suo canzoniere, oltre alle gia' citate perle romane e napoletane c'è tanta musica diversa dalla canzone d'autore anni '70 a qualche incursione nei vecchi standard americani fino ad atmosfere latine.
Semplificando, per molti aspetti la vicenda di Gabriella Ferri puo' essere paragonata a quella di Billie Holiday per la totale corrispondenza tra arte e vita, per un incurabile cupio dissolvi e per i catastrofici rapporti con l’industria dello spettacolo. Nonostante l’inevitabile declino, Gabriella Ferri era rimasta uno spirito libero che non riusciva a trovare un posto nella scena attuale, troppo lontana dai valori su cui la Ferri ha costruito la propria vita. Non è un caso che siano stati numerosi i musicisti delle nuove generazioni che hanno voluto o tentato di collaborare con lei, primi tra tutti alcuni componenti della Piccola Orchestra Avion Travel. La pubblicazione poco tempo fa del suo ultimo disco,''Ritorno al futuro'' aveva fatto sperare in un autentico ritorno: non c'è stato e cosi' ha scelto un salto nel buio.ROMA - Gabriella Ferri mancava dalle scene da molti anni ma non era mai stata dimenticata. l’annuncio del suo ritorno era diventato una malinconica consuetudine per quanti non hanno mai smesso di sperare in un suo ritorno, e, soprattutto, nella conclusione della perenne lotta con i suoi fantasmi.

''Non abito più a Campo dei Fiori ma dopo trent'anni ogni volta che ci torno la gente mi abbraccia. Ecco perché mi manca tanto. Cio' che mi manca di più pero' è il canto: in questi anni molti artisti sono tornati a casa: l’ho fatto anch'io, mi ci vedete a cantare 'Le Mantellatè tra un quiz e un altro'''. In questo autoritratto Gabriella Ferri ha riassunto tutte le cose più importanti della sua vita, Roma, la musica, la frattura insanabile con la realta' del presente. Gabriella Ferri rimane un caso unico di artista che rimasta coerentemente fedele alle sue origini d'interprete folk riuscita a portare la sua arte al grande pubblico anche quello televisivo e, soprattutto, a rimanere nell’affetto della gente anche a dispetto delle mode e dei cambiamenti di stili e di epoche.
Aveva cominciato, lei che è uno dei simboli della Roma della poesia e della canzone, all’Intras Club di Milano negli anni '60: poi al Bagaglino di Roma ha trovato il palcoscenico da dove cominciare la sua avventura con gli stornelli romani. Poi via via con il successo sono arrivate anche le apparizioni in televisione dove il suo temperamento naturalmente teatrale ha trovato l’evoluzione ideale: erano gli anni '70 ed erano ancora i tempi dei grandi varieta' televisivi come ''Senza retè' e ''Dove sta Zaza''' dove con ''Semprè', la sigla di chiusura, ha lasciato una delle pagine più belle della storia della musica italiana in televisione. In televisione sono venuti poi titoli famosi come ''Mazzabubu''',''Giochiamo al varieta''' e, più di recente, nell’ambito di uno dei suoi tanti ''ritorni'' ''Biberon''. Oltre alle più famose canzoni della tradizione romana la Ferri ha anche saputo interpretare in modo personale e profondo anche quelli della tradizione napoletana, l’altro grande patrimonio della nostra cultura popolare. ''Se tu ragazzo mio'',''Ciccio Formaggio'',''Lassatece passa''',''Rosamunda'',''Tutti al marè',''Vecchia Roma'' sono alcuni dei titoli più famosi di Gabriella Ferri che ha nel suo curriculum anche un'apparizione al Festival di Sanremo in coppia con Steve Wonder con il quale canto' ''Il sole è di tutti''. Nel suo canzoniere, oltre alle gia' citate perle romane e napoletane c'è tanta musica diversa dalla canzone d'autore anni '70 a qualche incursione nei vecchi standard americani fino ad atmosfere latine.
Semplificando, per molti aspetti la vicenda di Gabriella Ferri puo' essere paragonata a quella di Billie Holiday per la totale corrispondenza tra arte e vita, per un incurabile cupio dissolvi e per i catastrofici rapporti con l’industria dello spettacolo. Nonostante l’inevitabile declino, Gabriella Ferri era rimasta uno spirito libero che non riusciva a trovare un posto nella scena attuale, troppo lontana dai valori su cui la Ferri ha costruito la propria vita. Non è un caso che siano stati numerosi i musicisti delle nuove generazioni che hanno voluto o tentato di collaborare con lei, primi tra tutti alcuni componenti della Piccola Orchestra Avion Travel. La pubblicazione poco tempo fa del suo ultimo disco,''Ritorno al futuro'' aveva fatto sperare in un autentico ritorno: non c'è stato e cosi' ha scelto un salto nel buio.

ANSA