ROMA - Dopo la tragedia di Porto Empedocle la polemica fra i due poli cresce di minuto in minuto con l’Ulivo che accusa il governo "la Bossi fini è fallita", ("Questo dramma dovrebbe suonargli da monito", ha detto l’ex ministro Livia Turco) e la maggioranza che ribatte: "Non strumentalizzate".
Da Torino Piero Fassino fa sentire la sua voce: "Il problema dell’immigrazione va affrontato con serietà . Il governo non lo sta facendo e se ne vedono i risultati. Avevano fatto credere agli italiani - continua il segretario dei Ds - che bastava che ci fosse un governo di centrodestra perché non ci fossero più immigrati clandestini. Era una grandissima bugia, detta demagogicamente per speculare sulle emozioni e sulla paura della gente. Ora si è visto che le cose non stanno così".
Ancora più duro Giuseppe Lumia, ex presidente della commissione Antimafia. "Ancora una volta dobbiamo tragicamente constatare il fallimento della strategia del governo sull’immigrazione: aver seguito Bossi e Fini sulla strada della repressione degli immigrati significa che l’Italia sarà sempre più esposta ad avere immigrati irregolari nelle mani di mafie che li sfruttano a partire dai loro paesi di origine". Per questo il deputato diessino chiede un cambio di rotta. "Fino ad ora non si è fatto niente contro le mafie che organizzano il traffico di esseri umani. Sono le mafie che vanno colpite e non gli immigrati che - aggiunge Lumia - sono comunque una risorsa alla stregua di quegli italiani che il secolo scorso partivano alla volta di altri Paesi".
E Livia Turco che firmò la precedente legge sull’immigrazione rincara la dose. "È una tragedia che suona come monito a guardare in modo realistico ai problemi dell’immigrazione - dice l’ex ministro - deve esserci la consapevolezza che nè navi, nè fili spinati, nè opzioni zero, nulla arresterà l’ondata di clandestini, se non una politica intelligente fatta di accordi bilaterali, di aiuti alla cooperazione, quella politica che avevamo iniziato a fare e che la Fini-Bossi interrompe. Riflettano, riflettano bene".
Ma le parole della Turco non piacciono per nulla al portavoce di Forza Italia Sandro Bondi. "Le parole di Livia Turco e di Giuseppe Lumia sull’ennesima tragedia degli immigrati clandestini morti mentre cercavano di raggiungere le nostre coste sono vergognose", dice. "Stabilire un semplice rapporto - sottolinea il parlamentare - fra la nuova legge sull’immigrazione e questo nuovo dramma della disperazione è una vera e propria ignominia". "Questa vicenda -rileva Bondi - dimostra ancora una volta come questa sinistra non abbia alcuno scrupolo a strumentalizzare ogni problema per rivolgere accuse senza fondamento al governo. Colpire le mafie che sfruttano la disperazione degli immigrati clandestini è proprio ciò che la nuova legge consente di fare in maniera più efficace che nel passato".
Sullo stesso registro anche il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano. "Non si debbono strumentalizzare i morti", ma, per evitare altre tragedie, occorre piuttosto puntare l’accento, dice il sottosegretario "sugli accordi di cooperazione con i paesi di provenienza o di transito". "Sono accaduti simili disastri anche in passato, con altri governi - spiega - e quindi non mi sembra il caso di stabilire competizioni su questo fronte, che certamente non dipende dalle legislazioni nazionali".
Anche il presidente del Senato Marcello Pera chiede nuove iniziative. "Occorre prendere misure nei confronti dei paesi che consentono questi crimini. c’è inoltre da chiedersi - ha detto Pera - se non sia il caso di aumentare la vigilanza: non è possibile morire ad un miglio dalla costa". Il presidente del Senato ha poi aggiunto: "Spesso è difficile intercettare imbarcazioni così piccole che possono sfuggire al controllo. Questa tratta degli uomini, delle donne e dei bambini è vergognosa".
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