Iraq, ostaggio USA decapitato un video, ne mostra la mostruosità

BAGHDAD - Un gruppo militante guidato dall’alleato di al Qaeda Abu Musab al-Zarqawi ha detto oggi di aver decapitato l’ostaggio americano Eugene Armstrong e ha diffuso online un video che ne ritrae l’uccisione.

Il corpo dell’ostaggio è stato ritrovato ed identificato, secondo quanto riferito da un funzionario Usa a Washington.

Il filmato, apparso su un sito Web islamico, mostra un uomo con il volto coperto mentre taglia la testa dell’ostaggio con un coltello.

Nel video appare anche la bandiera del gruppo Tawhid e Jihad di Zarkawi, che ha rapito l’ostaggio Usa assieme ad un altro americano e ad un britannico giovedì scorso. Per gli altri due ostaggi è stato lanciato ora un nuovo ultimatum che scadrà antro 24 ore.

Il filmato rappresenta la prima notizia dei tre uomini da quando l’ultimatum di 48 ore lanciato sabato dal gruppo è scaduto oggi.

l gruppo Tawhid e Jihad aveva detto in un filmato, diffuso sabato su Internet, che avrebbe tagliato le gole dei tre se non fossero state liberate entro le 48 ore successive le detenute irachene nelle carceri di Abu Ghraib e Umm Qasr.

Le famiglie degli statunitensi Eugene Armstrong e Jack Hensley e del britannico Kenneth Bigley avevano lanciato un appello per il loro rilascio. I tre sono stati rapiti nelle loro case a Baghdad giovedì scorso da un gruppo di uomini armati.

l’autorità militare Usa ha detto che non c’è alcuna donna reclusa nelle due prigioni citate dai sequestratori, ma due sono sotto la custodia statunitense. Le due donne, soprannominate dalle forze Usa "Dottor Germe" e "Signora Antrace", sono accusate di aver lavorato ai programmi di armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, e si trovano in una prigione per detenuti di alto profilo.

Il gruppo Tawhid e Jihad, di Zarqawi, ha rivendicato la maggior parte dei più sanguinosi attentati suicidi che sono stati portati a termine in Iraq dalla caduta di Saddam. E ha già decapitato diversi ostaggi, fra i quali l’ingegnere di telecomunicazioni Usa Nicholas Berg a maggio e l’autista sudcoreano Kim Sun-il a giugno.

il video esplicativo:play
Reuters
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