Medio Oriente. Nuova incursione israeliana a Ramallah. Da Ginevra, l’ultima speranza

Ramallah, 1 dicembre 2003
Nuova, massiccia incursione dell’Esercito istraeliano a Ramallah: l’hanno denunciata le forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese, secondo cui nell’operazione, scattata all’alba e realizzata contemporanemante in diverse aree della città autonoma cisgiordana, sono stati impiegati svariate decine di veicoli militari.
Fonti militari- israeliane dal canto loro hanno precisato che il raid ha condotto alla cattura di una trentina di estremisti palestinesi, e che si è concluso con il ritiro delle truppe non appena conseguiti gli obiettivi "molto precisi" in vista dei quali era stato intrapreso. "Non" si è trattato, hanno ulteriormente tenuto a precisare le stesse fonti, di una "rioccupazione di Ramallah".

Oggi, a Ginevra, verrà ufficialmente presentato il piano di pace elaborato da intellettuali e politici israeliani e palestinesi. Il presidente dell’Anp Arafat appoggia l’iniziativa, e invia a Ginevra due esponenti di Al Fatah, mentre il premier israeliano Sharon condanna apertamente il progetto e ha accusato i promotori di minare il processo di pace con i palestinesi.

Sul progetto, il quotidiano Haaretz rende pubblico un sondaggio. Il quotidiano riferisce che il 31% degli israeliani- è a favore dell’accordo, mentre il 38%- è contrario. Un altro dato interessante: circa il 20% degli intervistati afferma di non avere ancora elaborato un'opinione definitiva in merito alla questione.

c’è anche un altro dato significativo : gli accordi di Ginevra sono appoggiati dal 13% di coloro che votano per il Likud, il partito del premier israeliano Ariel Sharon, nonostante la decisa contrarieta' all’iniziativa dello stesso premier che, finora, ha optato per la "soluzione militare".