DOHA (QATAR) - Soldati statunitensi hanno sparato contro un camioncino che non si è fermata a un posto di blocco nei pressi di Najaf, a 150 km a sud da Bagdad, provocando la morte di sette civili e il ferimento di altri due. Lo ha annunciato il Comando Centrale Usa a Doha, precisando che le vittime erano tutte donne e bambini.
Secondo le prime indicazioni fornite dal portavoce del Comando celtrale, Charles Owens, a bordo del camioncino si trovavano tredici persone. Soldati della terza divisione di fanteria dell’esercito Usa che controllavano il posto di blocco su un'autostrada nei pressi di Najaf, verso le 16.30 ora locale hanno aperto il fuoco contro il veicolo che non ha obbedito all’ordine di fermarsi.
I militari hanno iniziato a sparare in aria, poi hanno colpito il motore del camion che intanto continuava ad avanzare. "Come ultima risorsa hanno colpito l’abitacolo. Quando i soldati hanno aperto lo sportello dell’auto, hanno trovato tredici tra donne e bambini. Sette di loro erano morti, due feriti e quattro illesi" ha precisato il comandante Owens. Sull’episodio, ha aggiunto, è stata aperta un'inchiesta.
Dopo l’esplosione di un'autobomba, sabato, i controlli ai posti di blocco americani in Iraq sono diventati molto più accurati e rigorosi: sempre vicino a Najaf, un militare iracheno kamikaze era riuscito a uccidere quattro militari Usa.
Ultimi Articoli
Borse di studio universitarie, Regione Lombardia stanzia oltre 114 milioni per il 2026/2027
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”