NAJAF - Viaggiava a bordo di un taxi e agitava la mano fuori dal finestrino come per chiedere aiuto.
Quando i militari gli si sono avvicinati ha fatto esplodere la carica di dinamite che portava addosso ed è saltato in aria insieme a tutto ciò che circondava l’auto. Cinque soldati americani della prima brigata della terza divisione di fanteria sono morti. È successo questa mattina nei pressi di un posto di blocco a nord della città di Najaf. Lo ha raccontato il capitano americano Andrew Wallace, citato dal sito online Msnbc news. E la dinamica, ma non il bilancio delle vittime, è stata confermato anche dal comando centrale in Qatar.
Questo attentato non può che accrescere tra i militari delle truppe alleate il timore che imprevedibili attacchi terroristici vengano usati dagli iracheni come strumento di guerra. Una strategia preannunciata da Saddam e invocata oggi stesso dal capo degli ulema musulmani iracheni, Abdel Karim Al-Mudarress. Il religioso è apparso su una rete televisiva satellitare subito dopo l’attentato suicida a Najaf e ha pronunciato una "fatwa", un decreto religioso, esortando la popolazione a lottare contro le forze anglo-american.
"È necessario - ha detto il capo dell’Associazione teologi iracheni -, è un dovere combattere e condurre la jihad (guerra santa, ndr) contro le forze anglo-americane". "Chi morirà nei combattimenti sarà un martire", ha aggiunto lo sceicco. E ieri un imam di Baghdad, con il Kalashnikov in mano, aveva lanciato un appello da una moschea ai musulmani di tutto il mondo per dire che l’ora della guerra santa era suonata.
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