Al quinto giorno di guerra, il presidente Saddam Hussein ha parlato alla televisione di stato per dire al suo popolo e alle forze armate, in quello che è stato annunciato come un "discorso storico", che "la vittoria è vicina", e per invitarli ad avere "pazienza", e per avvertire gli Usa che la guerra sarà lunga. In divisa militare, apparentemente rilassato e in buone condizioni di salute, Saddam ha esaltato "l’eroica epopea" che il popolo e l’esercito del suo Paese stanno conducendo.
"Il nemico è arrivato questa volta non solo con gli aerei e i missili ma anche con le sue divisioni di fanteria" per "invadere la terra santa dell’Iraq" e ha "subito pesanti perdite". Con alle spalle la bandiera irachena e l’aquila simbolo del suo Paese, Saddam ha letto da un testo scritto su fogli sciolti, e non da un blocco notes come l’ultima volta.
A differenza del discorso del primo giorno di guerra, inoltre, non aveva gli occhiali. Ha iniziato a rivolgersi al suo popolo leggendo versetti del Corano. Ha esaltato ogni divisione dell’esercito, citandola una ad una ed anche molti generali e comandanti, chiamandoli per nome, compreso il generale Khaled al Hashemi, che guida la 51/a divisione e che secondo fonti americane nei giorni scorsi si sarebbe arreso con tutti i suoi 8.000 uomini. Notizia che lo stesso generale ha smentito ieri in una intervista alla televisione araba Al Jazira.
"La lezione che state dando al nemico gli impedirà di riprovarci di nuovo", ha quindi affermato rivolto alle forze armate ma anche al popolo. Dopo aver promesso al nemico "una battaglia lunga e pesante", Saddam ha esortato gli iracheni ad essere pazienti perché "il nemico aumenterà l’intensità dei suoi raid aerei e bombardamenti" in proporzione alle perdite che subirà , ma, ha detto, "il risultato finale sarà la vittoria". Mentre il presidente parlava, su Baghdad sono tornate a cadere le bombe.
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