WASHINGTON. Via libera del Senato statunitense all’uso della forza contro l’Iraq. Il Congresso è unito sul testo della risoluzione che autorizza il presidente Bush ad attaccare l’Iraq se fosse necessario per disarmare Saddam Hussein. A tarda ora il Senato a maggioranza democratica ha seguito le orme della Camera a maggioranza repubblicana che ieri avevano votato con 296 voti a favore e 133 contrari la concessione dei poteri di guerra a Bush.
Dopo un lungo dibattito, la risoluzione è passata in Senato con 77 voti a favore e 23 contrari. È il risultato del negoziato condotto tra la Casa Bianca e i leader del Congresso in vista della presentazione del testo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. l’unico ostacolo sul percorso di Bush sono i tentennamenti di Russia e Francia, che sostengono la necessità di una risoluzione in due fasi: la prima per il ritorno degli ispettori e la seconda che contempli l’uso della forza nel caso in cui caso Baghdad creasse ostacoli alle ispezioni. Washington punta invece a un testo unico in cui sia prevista già in prima battuta la possibilità di un attacco qualora Saddam non aprisse alcuni siti agli uomini delle Nazioni Unite.
«Con il voto di stanotte al Senato - si legge in una nota diffusa dalla Casa Bianca - l’America parla con una voce sola. Il Congresso ha parlato con chiarezza alla comunità internazionale e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Saddam Hussein e il suo regime fuorilegge rappresentano una grave minaccia per la regione, il mondo e gli Stati Uniti. La non azione non è un'opzione, il disarmo è un imperativo». La risoluzione è stata votata anche dal leader della maggioranza democratica in Senato, Tom Daschle, che in precedenza si era detto scettico.
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