Il 23 Settembre 2016, la Nonesuch Records pubblicherà il nuovo album di Devendra Banhart, Ape in Pink Marble. L’album, il nono di Banhart, è stato scritto, prodotto, arrangiato e registrato a Los Angeles dal cantautore americano insieme ai suoi collaborartori di lunga data Noah Georgeson e Josiah Steinbrick, che avevano lavorato entrambi all’album precedente di Banhart, Mala (2013). Ape in Pink Marble è già disponibile in pre-ordine su iTunes e nonesuch.com, dove il brano "Middle Names" può essere scaricato immediatamente: i pre-ordini su nonesuch.com includono anche la stampa di un disegno di Banhart in edizione limitata e autografato. La track list completa è riportata sotto. Un tour sarà annunciato a breve.
Devendra Banhart è nato a Houston, Texas e si trasferì a Caracas con sua mamma, città dove lei era nata, quando i suoi genitori si separarono. La famiglia si spostò a Los Angeles durante l’adolescenza di Devendra; fu allora che imparò l’inglese, ad andare in skateboard e a suonare. Banhart incominciò a esibirsi in pubblico mentre frequentava l’Art Institute di San Francisco. Da allora ha vissuto a New York, Parigi, San Francisco e Los Angeles, dove risiede attualmente.
Banhart attirò per la prima volta l’attenzione dei media internazionali con il suo album di debutto del 2002, Oh Me Oh My… The Way the Day Goes By the Sun Is Setting Dogs Are Dreaming Lovesongs of the Christmas Spirit
Ultimi Articoli
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale
Lo Spiraglio Filmfestival – Al MAXXI il cinema guarda in faccia la salute mentale
Acqua in bottiglia o depuratore — la qualità dell’acqua è il vero confronto
Attraverso Festival 2026, oltre 40 appuntamenti tra Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Lella e Massimo Vignelli alla Triennale con una grande retrospettiva sulla chiarezza del progetto